“Ligue du LOL”: un gruppo di giornalisti francesi sul web perseguitava donne e minoranze


Nelle ultime ore il mondo francese dei media è stato sconvolto dalla rivelazione dell’esistenza di un gruppo di giornalisti – soprattutto uomini – che per anni si sono resi protagonisti di attacchi e persecuzioni sul web, all’indirizzo di donne – meglio se femministe – e di minoranze etniche.

Un vero e proprio club per soli uomini, che organizzava le proprie scorribande di bullismo virtuale su un gruppo Facebook chiamato “Ligue du LOL” (letteralmente “La Lega del LOL”, dove le ultime tre lettere rappresentano l’acronimo utilizzato su internet per rendere testualmente una risata sguaiata) e che tra i suoi membri annoverava diverse personalità molto conosciute nel giornalismo liberal d’oltralpe.

A scoperchiare il caso ci ha pensato venerdì il sito web di Libération, grazie a un servizio di fact checking su richiesta che ha delineato i contorni di quello che per anni è stato poco più che semplice rumor del web. Il gruppo Facebook è nato nel 2009 e poteva contare su una trentina di membri molto attivi, “reclutati” tra operatori della comunicazione, pubblicitari e appunto giornalisti. Lo scopo dello spazio virtuale era di coordinare attacchi contro personalità sgradite, soprattutto colleghe particolarmente impegnate nella causa del femminismo, utilizzando le tecniche più svariate per umiliarle.

Tra le testimonianze raccolte dai giornali francesi c’è quella della giornalista Florence Porcel, che ha raccontato di aver ricevuto una telefonata di un membro della lega che, fingendosi il capo-redattore di un’importante emittente francese, le offriva un lavoro. Qualche giorno dopo la registrazione della telefonata è finita online, postata anonimamente sul sito Souncloud. Questo genere di molestie erano la prassi della “Ligue du Lol”, sulla cui chat venivano scambiati fotomontaggi sessisti e apertamente antisemiti.

Il fondatore del gruppo è Vincent Glad, un giornalista freelance che negli ultimi anni aveva ottenuto un contratto di collaborazione proprio con Libération e che la testata ha provveduto a sospendere poche ore dopo aver pubblicato l’articolo. Oltre a Glad, sono almeno altri quattro i giornalisti colpiti da sanzioni disciplinari interne, tra cui Alexandre Hervaud, redattore online sempre a Libération. Entrambi i giornalisti, dopo lo scoppio del caso, hanno twittato le proprie scuse.

Intanto si allunga di ora in ora la lista dei giornalisti che a vario titolo hanno partecipato alle molestie di gruppo. Al momento di contano dipendenti e collaboratori, oltre che di Libération, anche di Les Inrockuptibles, Slate France, Télérama e VICE.

 






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