L’influenza a settembre: identificato all’università di Parma il primo virus


Il virus influenza di specie B è stato identificato ieri dalla professoressa Flora De Conto e dalla collega Maria Cristina Arcangeletti e dai loro collaboratori nei laboratori di Virologia molecolare e Virologia isolamento agenti virali dell’unità operativa complessa di Virologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, diretta dalla professoressa Adriana Calderaro, direttore della Scuola di specializzazione in Microbiologia e virologia e afferente al dipartimento di Medicina e chirurgia dell’università di Parma.

L’impiego di tecnologie molecolari avanzate, in sinergia con metodi colturali convenzionali, in uso all’Unità Operativa di Virologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, ha permesso una diagnosi rapida di infezione da virus influenza B da un tampone faringeo di una bambina di 6 anni ricoverata nel reparto di Pediatria Generale e d’Urgenza; la bambina è stata ricoverata con febbre e mal di gola riferita a una generica affezione dell’apparato respiratorio per la quale non era stato formulato un sospetto clinico di influenza.

Il risultato è rilevante anche dal punto di vista epidemiologico, in quanto dimostra che la circolazione di virus influenzali non è strettamente limitata alla sola stagione invernale e ribadisce la necessità di attuare da parte degli specialisti controlli puntuali e di applicare metodi diagnostici sofisticati, in grado di permetterne il rilevamento in maniera precoce ed accurata.

Com’è noto il virus influenza B, così come il virus influenza di specie A, causa infezione e malattia nell’uomo con circolazione ed episodi epidemici ricorrenti e generalmente collocati nella stagione invernale nei Paesi a clima temperato.

L’elevata variabilità dei virus influenzali, con possibilità di riassortimento genico favorito dal loro genoma segmentato, rende necessario un elevato grado di attenzione da parte degli scienziati specializzati in ricerche su tali agenti e del personale sanitario che si occupa del loro monitoraggio e della diagnosi, per la possibile emergenza di ceppi virali con nuove caratteristiche antigeniche, in grado di sostenere episodi epidemici di più vaste dimensioni e anche vere e proprie pandemie.

Soltanto lunedì, la stessa équipe di virologi specialisti ha effettuato la diagnosi tempestiva di un caso di Dengue in un altro paziente pediatrico italiano di ritorno da un viaggio nel Sud-Est asiatico.

Questi risultati di grande utilità per i pazienti sono possibili anche grazie al supporto della continua attività di ricerca condotta sugli stessi virus (Arbovirus e virus Influenza) nel Centro, che ha un’attività scientifica documentata da pubblicazioni su prestigiose riviste scientifiche.


http://www.repubblica.it/rss/salute/rss2.0.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *