L’Olanda dice che l’ambasciata russa è coinvolta nel tentativo di hackeraggio dell’Opcw


L’ambasciata russa nei Paesi Bassi sarebbe direttamente coinvolta nel tentativo di hackeraggio del sistema informatico dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw) a l’Aia scoperto nello scorso ottobre.

Le autorità olandesi che indagano sulla vicenda sostengono che l’ex segretario dell’ambasciata, Konstantin Bachtin, abbia coordinato l’operazione e il viaggio di quattro spie inviate da Mosca nei Paesi Bassi. Bachtin era stato richiamato a Mosca dopo il fallimento della missione e l’espulsione dei quattro agenti, ricorda Le Monde.

Secondo le informazioni raccolte dal quotidiano francese e dal giornale olandese NRC Handelsblad, il diplomatico, 39 anni, “è in realtà un colonnello della direzione militare russa dell’intelligence (Gru)”, a capo delle “attività di spionaggio nei Paesi Bassi, dove almeno altri sei membri del Gru sono stati attivi negli ultimi ann”. 

Anche l’ex capo del protocollo dell’ambasciata, Anton Naoemkin, sarebbe coinvolto nel tentativo di penetrare i sistemi dell’Opcw. Gli inquirenti olandesi e l’intelligence militare, l’Mivd, stanno lavorando sui tabulati telefonici di Bachtin e sul materiale che era stato scoperto e sequestrato nell’automobile delle spie russe.

A ottobre Mosca aveva respinto tutte le accuse parlando di una “campagna di disinformazione”, ma le autorità olandesi sono decise ad andare avanti con l’inchiesta.

L’Opcw è l’organizzazione che ha indagato anche sull’uso di armi chimiche in Siria, dove la Russia sostiene il regime di Bashar Assad e nel caso Skripal, l’ex agente russo avvelenato insieme a sua figlia nel Regno Unito. L’anno scorso, l’Opcw ha subito almeno tre tentativi di intrusione nei suoi sistemi informatici. 


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Mario Calabresi
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