M5S, Di Maio: “Abbiamo preso lezione. Complimenti a Lega e Pd. Chiesto a Conte vertice governo su dossier”. “Nessuno vuole mie dimissioni”


“Ringrazio i 4,5 milioni che hanno votato il M5S e ringrazio anche chi non ci ha votato perché dal loro comportamento noi impariamo e prendiamo una bella lezione. Faccio i complimenti alla Lega e al Pd e a tutti i partiti che hanno avuto un incremento”. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio in conferenza stampa al Mise.

E ora che la Lega ha distanziato il M5S avendo il primo il doppio dei voti del secondo, come cambieranno i rapporti di forza tra i due alleati di governo?

“Noi pensiamo che si debba andare avanti per fare le cose. Se ci sono delle richieste che vengono dalla Lega, aspetto che si facciano di persona, mi auguro sia finita la stagione in cui ci diciamo le cose a mezzo stampa”. “Ho sempre trattato la Lega alla pari, non ho mai fatto pesare che si dovevano approvare due provvedimenti ogni provvedimento della Lega. Anche per questo per me non cambia nulla”, sottolinea. Quindi, la stoccata a Salvini. “Non mi pento assolutamente” delle dimissioni richieste al sottosegretario Armando Siri della Lega.

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“Oggi – ha aggiunto – ho sentito Giuseppe Conte e gli ho chiesto di convocare il prima possibile un vertice di governo, dobbiamo lavorare alle promesse che abbiamo fatto agli italiani”. “Nessuno ha chiesto le mie dimissioni”, ha specificato riferendosi a Grillo e a Casaleggio, ma forse non sapendo che c’è già nel movimento chi, come la senatrice Paola Nugnes, gli chiede di fare un passo indietri auspicando la scesa in campo come leader di Roberto Fico.

“Si vince e si perde insieme – ha poi sostenuto Di Maio – non ci sono teste da far saltare”. A proposito dell’indicazione data da Matteo Salvini (commentando il suo successo elettorale) di accelerare sull’autonomia, il leader politico 5S ha risposto: “Sulle autonomie il fatto è come si scrive il provvedimento. Se si deve fare non deve creare scuole di serie C o sanità di serie C. L’unica cosa che mi interessa è mettermi al lavoro per mantenere le promesse fatte agli italiani, e tra queste c’è la coesione nazionale”.

“Ancora riferendosi alle parole di Salvini (“Si farà l’Atla Velocità”), il ministro del Lavoro ha replicato: “La Tav è un dossier che è nelle mani di Conte”.

Abbassamento tasse priorità per italiani”

“C’è ancora tanto da fare, per me adesso vanno mantenute le promesse contenute nel contratto di governo, ma anche quelle fatte in campagna elettorale sono da mantenere e realizzare. C’è da fare il salario minimo orario, il provvedimento per le famiglie che fanno figli, c’è da portare avanti un abbassamento serio delle tasse”, il voto “testimonia che è una priorità per gli italiani”.

Nugnes: “Leadership Di Maio in discussione

Alla domanda se il posto di Di Maio come capo politico del M5S sia in bilico, Paola Nugnes, senatrice grillina ‘ribelle’, risponde: “In ogni partito, in ogni azienda, a seguito di un risultato di questo tipo sarebbe necessaria una revisione della struttura dirigenziale” e quindi anche “della leadership di Luigi Di Maio. Il capo politico non può essere anche nell’esecutivo: questo inficia la divisione dei poteri che è alla base della democrazia”.

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“È stata – ha aggiunto – la forzatura di un verticismo esasperato. Se uno si prende la responsabilità delle scelte poi si prende la responsabilità delle conseguenze”.

“A mio parere – prosegue Nugnes – dovrebbe essere fatta una ristrutturazione più profonda, rimettendo mano allo statuto del 2017, che ha abiurato allo statuto 2009 e ha cambiato la natura del Movimento. E va rivisto anche il regolamento dei gruppi. Se questa riflessione non sarà fatta il futuro del M5S sarà diverso da quello che avevamo immaginato, e sarà un futuro lontano da me”.

E su una eventuale candidatura del presidente della Camera Roberto Fico alla guida del M5S, la parlamentare campana ha le idee chiare: “Me lo auspico”.

 

Slitta a mercoledì assemblea gruppi 5S

Slitta a mercoledì intanto l’assemblea dei parlamentari M5s che Luigi Di Maio aveva dato mandato ai capigruppo di Camera e Senato di convocare ad horas, per questa sera alle 20. Chi, fra gli eletti, si trova ancora sui territori al termine della campagna parlamentare per le europee si sarebbe infatti lamentato.

Nessuna recriminazione verso Luigi Di Maio, viene subito spiegato, ma questa richiesta indica un messaggio chiaro: i parlamentari, tutti, vogliono potere essere messi nelle condizioni di partecipare all’analisi del momento, dopo il risultato del voto, alle decisioni e alla strategia futura del Movimento.

Nessuna volontà di rompere M5S o di cambiare struttura e nemmeno di incrinare il fronte del Governo, ma la domanda di maggior coinvolgimento d’ora in poi.
 


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