M5S, Di Maio sotto attacco. Lombardi: “Responsabilità a uno solo è deleteria”. Paragone: “Serve leader h24”


La resa dei conti interna è partita già ieri, sulle chat del Movimento. E poi nella riunione al ministero dello Sviluppo dove Di Maio si è dovuto confrontare con lo stato maggiore del Movimento (Di Battista, i ministri Bonafede e Fraccaro; Paola Taverna, Buffagni, Paragone, Patuanelli, Carelli, Sibilia, Spadafora e Rocco Casalino). Ma oggi il malumore esplode più esplicito. Innanzitutto con un post su Facebook di Roberta Lombardi, esponente storica del Movimento e capogruppo alla Regione Lazio: “Quando c’è una sconfitta gli errori si distribuiscono, le responsabilità si assumono, i cambiamenti si mettono in conto. La responsabilità in capo ad un solo uomo è deleteria per il MoVimento, ed è un concetto da prima repubblica. Usato e abusato da Renzi & Co. Il modello culturale di riferimento di M5S è la partecipazione. Grillo e Gian Roberto Casaleggio ci hanno insegnato a stare nel mezzo, ad ascoltare la forza dal basso delle scelte e delle idee di portavoce e attivisti”. Insomma, un appello a ridiscutere tutto il modello su cui si è fondata la leadership di Di Maio.

rep

Ma pochi minuti dopo,  un attacco arriva da un altro esponente di primo piano, il senatore Gianluigi Paragone. L’assemblea dei parlamentari m5s “è il luogo idoneo per maturare una scelta tutti insieme – dice al Fatto – per me la generosità di Luigi Di Maio di mettere insieme tre, quattro incarichi deve essere rivista perchè il movimento per ripartire ha bisogno di una leadership politica h24. Dobbiamo tornare dall’io al noì”. Quanto al caso di Edoardo Rixi, Paragone spiega: “in caso di condanna deve lasciare così come abbiamo ottenuto il passo indietro di Siri”. Parole in chiaro conflitto con quanto affermato poche ore prima dal capogruppo leghista Romeo, cioè che il sottosegretario Rixi non si dimetterà neppure in caso di condanna.

In mattinata il capogruppo del Movimento alla Camera, Franceso D’Uva, aveva parlato su Facebook della necessità di una nuova fase. “Oggi, dopo l’esito delle europee, sicuramente è doveroso fermarsi e riflettere per capire cosa abbiamo sbagliato e perchè”.

Su Di Maio – che oggi è stato al Colle per un incontro con il presidente Sergio Mattarella – già ieri si erano addensate le critiche di alcune senatrici da sempre critiche con la linea del capo politico: Paola Nugnes ed Elena Fattori. La prima ha chiesto un processo costituente e il passaggio della leadership al presidente della Camera Roberto Fico. La seconda ha chiesto a Di Maio di dimettersi subito da ministro. Ma naturlamente su Di Maio pesa anche l’incognita del ruolo futuro di Alessandro Di Battista, pronto a tornare in prima persona sulla scena politica.

 


L’approfondimento quotidiano lo trovi su Rep: editoriali, analisi, interviste e reportage.
La selezione dei migliori articoli di Repubblica da leggere e ascoltare.

Rep Saperne di più è una tua scelta

Sostieni il giornalismo!
Abbonati a Repubblica


http://www.repubblica.it/rss/politica/rss2.0.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *