Maggio in recupero per la fiducia di consumatori e imprese – Repubblica.it



MILANO – L’Istat registra a maggio un “miglioramento diffuso” del clima di fiducia sia per i consumatori, da 110,6 punti a 111,8, sia per le imprese, da 98,8 a 100,2. Le aziende toccano così il valore più alto da novembre 2018 (quando era 100,8) con progressi per tutti i settori. Per la manifattura è il primo aumento dopo sette cali consecutivi.

Per i consumatori, l’indice di fiducia torna ad aumentare per la prima volta da gennaio 2019, mantenendosi comunque al di sotto dei livelli registrati nel 2018. Il miglioramento è trainato dalle componenti economica e corrente, ovvero i giudizi e le attese sull’Italia e quello sui giudizi attuali sulla situazione sia del Paese che della famiglia.

Commentando i dati, l’Istituto rimarca che il “contesto economico” è “ancora caratterizzato da una notevole incertezza” ma “la fiducia delle imprese sembra mostrare, nella gran parte dei settori, un miglioramento soprattutto nelle prospettive dei livelli di attività. Per i consumatori, l’indice di fiducia torna ad aumentare per la prima volta da gennaio 2019, mantenendosi comunque al di sotto dei livelli registrati nel 2018”.

E’ importante ricordare che i dati sono stati raccolti nella prima metà del mese, prima dunque delle elezioni europee. Ed è scettica la reazione del Codacons: “Dopo 5 mesi di cali consecutivi la fiducia dei consumatori torna a crescere, ma il rischio è che si tratti di un fuoco di paglia destinato presto a spegnersi – afferma il presidente Carlo Rienzi – I dati relativi alla fiducia delle famiglie rimangono infatti ben al di sotto dei valori del 2018 per tutte le componenti, a dimostrazione che il quadro politico che sta caratterizzando il paese negli ultimi mesi ha prodotto un costante logorio nelle aspettative dei cittadini, intaccando ottimismo e speranze”.

Tornando all’Istat, tutte le componenti dell’indice di fiducia dei consumatori sono in miglioramento. Il clima economico sale da 122,8 a 125,9, il clima corrente aumenta da 106,9 a 109,6 il clima personale cresce da 105,9 a 107,4, e il clima futuro passa da 115,6 a 115,8. Con riferimento alle imprese, l’indice di fiducia passa da 100,8 a 102 punti nel settore manifatturiero, nelle costruzioni aumenta da 141,2 a 144,3, nei servizi va da 99,1 a 99,3 e nel commercio al dettaglio sale da 101,3 a 102,6, dopo “il brusco arretramento del mese precedente”, osserva l’Istat.

Per quanto riguarda le componenti del clima di fiducia delle imprese, nella manifattura si rileva un miglioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle attese sulla produzione unitamente a una diminuzione del saldo relativo alle scorte di magazzino. Nelle costruzioni la dinamica positiva dell’indice riflette il miglioramento sia dei giudizi sul livello degli ordini sia delle aspettative sull’occupazione presso l’azienda.

Nei servizi e nel commercio al dettaglio la dinamica positiva dell’indice riflette andamenti eterogenei delle rispettive componenti: il miglioramento dell’indice è trainato dalle attese sugli ordini nei servizi e dai giudizi sulle vendite nel commercio. Tutte le altre componenti risultano in calo.


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