Magrì Arreda chiude i punti vendita e licenzia tutti – Repubblica.it


Peggiora la crisi di Magrì Arreda. Da lunedì 29 luglio, i punti vendita sono rimasti chiusi e tutti i dipendenti che ci lavoravano verranno licenziati. Una situazione molto diversa rispetto a quella che si profilava fino a pochi giorni fa, con 35 licenziamenti ma tutti i negozi ancora aperti. Dopo la cessione del punto vendita di Trezzano sul Naviglio i dipendenti erano rimasti 59. I licenziamenti saranno quindi 52, dal momento che solo in sette si salveranno dall’epurazione, almeno per ora: quattro amministrativi, due impiegati e un legale.
 
Al momento della stesura di questo articolo le raccomandate cartacee non sono ancora arrivate ai diretti interessati, ma la comunicazione è stata anticipata via whatsapp e email. “Non solo ce lo aspettavamo, ma era quello che volevamo: liberarci di questo fardello” spiega Carlo Colagiacomo, lavoratore di Magrì Arreda e responsabile del punto vendita di Foggia. “Nei punti vendita infatti non c’era più nulla da fare: ai clienti che avevano pagato acconti senza ricevere i mobili abbiamo consentito di scegliere merce di pari valore, ma ormai li avevamo sistemati praticamente tutti”.
 
Da oggi, per questi lavoratori, inizia la battaglia per ricevere quanto dovuto: gli stipendi di maggio (a parte un piccolo anticipo di 450 euro già versato), giugno, luglio e il Tfr. “Se l’azienda ha preso questa decisione, possiamo immaginare che il prossimo passo sia un concordato in bianco” spiega Claudia Nigro, segretaria generale della Filcams Cgil di Brindisi
 
Il 16 luglio scorso la società avrebbe dovuto incontrare i sindacati nazionali a Roma: “Mezz’ora prima dell’appuntamento abbiamo ricevuto una mail in cui l’azienda ci spiegava che, visto l’aggravarsi della situazione societaria, non si sarebbe presentata. Prima ci hanno informato della loro volontà di ridurre il personale, poi hanno rifiutato qualsiasi confronto” dice Nigro.
 
Nel frattempo sono molti i clienti ancora in attesa della merce (cucine, camere da letto, mobili) dopo aver pagato sostanziosi acconti o addirittura l’intera cifra attraverso una finanziaria. Il nostro esperto Domenico Romito di Avvocati dei Consumatori ha fornito alcuni consigli sia ai clienti del punto vendita di Trezzano sul Naviglio, nel frattempo ceduto a un’altra società, che ad altri consumatori beffati .
 

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Babà Napoli

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