Manovra, modifiche alle pensioni per contenere l’impatto di quota 100: varrà 3 anni – Repubblica.it


MILANO – Da una parte il Parlamento prosegue il lavoro sulla Manovra, dall’altra si aspettano dal governo e dal Mef le indicazioni definitive sui saldi di bilancio e sulle misure cardine, dalle quali dovrà discendere inevitabilmente tutto il resto della prossima legge di Bilancio. E tra le varie voci, nelle ultime ore l’attenzione è tornata a concentrarsi su quota 100, l’unica delle due misure-bandiera (l’altra è il reddito di cittadinanza) che dovrebbe trovare definizione concreta già dalla Manovra per il 2019.

La Commissione ha chiesto espressamente al governo italiano di rivedere i piani previdenziali, preoccupata da un cambio di rotta dopo le strette degli ultimi decenni che potrebbe mettere il debito pubblico su un sentiero ancor più instabile. Paradossalmente, per cercare di fare un passo verso la Ue, lo sforzo dei tecnici di queste ore va tutto nel cercare di disincentivare la quota 100 e renderla più light possibile dal punto di vista della spesa. Se a budget ci sono 6,7 miliardi per il primo anno, si cerca il modo di ridurre quel conto per ricavare denari da dirottare sugli investimenti o più semplicemente sulla discesa del rapporto tra deficit e Pil, previsto notoriamente al 2,4%.

Tra le soluzioni per cercare di ridurre il conto, emerge sulla stampa la possibilià di “penalizzare” chi esce con una mancata rivalutazione delle pensioni – nella parte calcolata col metodo retributivo – per quegli anni “anticipati” (massimo cinque) grazie all’accesso a quota 100. In tal caso, si arriverebbe a tagli del 12 per cento. Già si è detto del divieto di cumulo per 5 anni, ovvero dell’impossibilità di lavorare (redditi oltre 5mila euro) per chi anticipa la pensione. Ma c’è un’altra via ancora più ‘strutturale’ per rassicurare l’Europa, ovvero come riporta il Sole24Ore limitare la possibilità di uscire dal lavoro con 62 anni+38 di contributi per soli tre anni. Quota 100 sarebbe dunque una misura a termine, pensata per arrivare poi tra qualche anno al criterio unico di pensionaento anticipato con 41 anni di contributi. Intanto, con i vari disincentivi che si sta pensando di disseminare, il conto potrebbe scendere di oltre un miliardo e mezzo rispetto ai 6,7 miliardi accantonati.

Il lavoro sulla Manovra non si limita ovviamente a quota 100. In arrivo è una proroga per un anno della cosiddetta “opzione donna” e dell’Ape sociale, mentre si attendono interventi sul fronte della famiglia (fondi per asili nido e congedi di paternità confermati a 4 giorni), con più flessibilità per la maternità facoltativa, dando la possibilità di optare per 3 mesi pagati al 60% al posto dei 6 mesi pagati al 30%. Dovrebbe inoltre salire da 12 a 16 anni l’età dei figli entro la quale usufruire dei congedi parentali. Attese novità anche sul fronte della sanit: interventi per ridurre le liste di attesa con fondi raddoppiati da 50 a 100 milioni. Con lo sponsor della Lega, gli imprenditori attendono il taglio dei premi Inail e la riduzione dell’Imu sui capannoni.

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