Mastella e la tentazione Italia Viva: “Non ho visto Renzi ma se il centrodestra ha pregiudizi contro di me…”



“Non ho visto Renzi e non ho aderito a Italia Viva, però non sto fermo. Se il centrodestra ha un pregiudizio nei miei confronti e neppure risponde alla mia richiesta di primarie per la guida della Regione Campania, mi guarderò attorno. Quello che si muove al centro, mi intriga”.

Clemente Mastella, sindaco di Benevento, 72 anni  – nonostante la sua quarantennale attività politica, passando dalla Dc a Forza Italia attraverso i governi Prodi e Berlusconi  – è sempre sulla cresta dell’onda e delle trasformazioni.   

Mastella, ma è vero che aderirà a Italia Viva di Renzi?
“Non sto valutando affatto questa possibilità. Posso dire però che mi guardo attorno. Per ora sto con il centrodestra, ma…”

Ma?
“Ho fatto la richiesta al centrodestra di primarie per la candidatura alla guida della Regione Campania. È una richiesta sulla quale non ho avuto risposta e l’ho posta quando non c’era ancora stato lo scossone politico. Se venisse accettata io poi deciderei se correre o meno. Ho chiesto un metodo democratico per decidere se partecipare o no. Se il metodo viene rigettato ne prendo atto”.

E se viene rigettata la richiesta?
“Sono impegnato a fare il sindaco di Benevento. Tuttavia a tutti gli amici voglio dire che non starò fermo. Ripeto: adesso sto nel centrodestra. Se scoprissi che c’è un pregiudizio nei miei confronti, le cose cambierebbero. Io non potrei accettarlo”.

Come nasce allora questa voce che lei starebbe per andare con Italia Viva?
“Sono convinto che sia stata messa in giro proprio da coloro che vogliono boicottare le primarie del centrodestra campano e mi ritengono sgradito come candidato. Una insinuazione”.

Ha incontrato Renzi?
“No, non l’ho incontrato. Ma con lui ho un ottimo rapporto, abbiamo radici comuni, e buone relazioni umane. Devo anche dire che tutto ciò che si muove al centro mi intriga”.

Sua moglie, Sandra Lonardo è senatrice di Forza Italia. Potrebbe essere lei tentata ad aderire a Iv?   
“Al momento non c’è questo elemento, non c’è alcun motivo per una scelta di questo genere. Il mio giudizio sull’operazione di Renzi è che lui abbia creato un partito parlamentare. Ora deve scendere nella realtà, nelle periferie, nel reticolato urbano e nella vita di tutti i giorni. Altrimenti è evidente che Salvini sarà sempre in assoluto vantaggio perché penetra proprio in queste realtà”.  

E del fatto che Renzi abbia deciso la scissione dal Pd, cosa ne pensa?
“Penso che fosse in esilio nel Pd e anche quelli che mo’ lo contrastano dovrebbero ringraziarlo perché ha evitato di andare al voto: tutta questa ipocrisia nei suoi riguardi la ritengo un po’ sgangherata. È la solita morale immorale di molti”.

Lei si dà del tempo per decidere?
“Per ora non c’è neppure l’impellenza della scelta, grazie a Renzi che ha impedito le urne. Ha eliminato dall’orizzonte lo spauracchio delle elezioni e quindi si può ragionare con serenità e prendere una decisione senza alcun assillo”.

Quindi lei si colloca indifferentemente con il centrodestra o con il centrosinistra?
“Lavoro sempre per un’area moderata che sia protagonista e non ancillare. In una coalizione è questo il valore che fa la differenza. Un’area forte di centro rende una coalizione più competitiva. Se ho fatto vincere il centrosinistra di Prodi e anche il centrodestra di Berlusconi con un 2% (che in valore assoluto raddoppia), qualcosa vorrà dire”. 
 
 


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