Mattarella risponde alla giovane ostetrica che non trova lavoro perché non può vaccinarsi


ROMA – Dal presidente sì-vax un segnale di attenzione al caso di un no-vax “suo malgrado”. E’ la storia di una aspirante ostetrica di Reggio Emilia che, a causa di un doppio trapianto di fegato subito, non può vaccinarsi. Così, in base al protocolli dell’ Emilia Romagna si ritrova di fronte chiuse tutte porte degli ospedali della regione. Per questo Emilia Bonacini, una giovane di 25 anni con la laurea in tasca ma senza l’idoneità prevista per accedere ai concorsi, in particolare perché non è immunizzata  contro il morbillo, si è rivolta al presidente Mattarella. “Non è certo una scelta o un rifiuto – si dice nella lettera che la madre, Renza Amaducci, ha inviato al capo dello Stato – ma purtroppo una necessità dovuta a gravi ragioni di salute, perché vaccinandosi mia figlia metterebbe a rischio perfino la sua vita”. E ha perciò chiesto una mano al Colle per aiutare la figlia che nella sua Regione non può partecipare alle selezioni per indossare il camice, mentre però può farlo in altre, come Lombardia o Veneto, dove è regolata diversamente la faccenda dell’idoneità, con differenti obblighi di vaccinazione.

   Il segnale è arrivato, attraverso una lettera firmata dall’ufficio del segretariato generale del Quirinale, indirizzata alla Regione Emilia Romagna e per conoscenza alla famiglia. Dal Colle hanno chiesto in qualche modo un supplemento di verifiche, e di conoscere “le valutazioni e gli interventi di competenza” sul caso da parte dei vertici regionali.  Pur senza entrare nel merito della vicenda, chiedono di essere tenuti al corrente degli sviluppi della situazione.

Un intervento nel solco della prassi che il Quirinale in genere segue davanti agli sos che si riversano sul tavolo del presidente da parte di tanti cittadini. Anche perché il capo dello Stato non avrebbe alcun potere sulle norme che regolano la vita delle regioni. Ma la risposta è comunque un segnale di attenzione alla vicenda di questa ragazza no-vax “per forza”, con il sogno nel cassetto di lavorare in ospedale che però si scontra con la geometria variabile delle norme che cambiano da un posto all’altro, con obbligo di vaccinazione richiesto a secondo della regione. La lettera dal Quirinale ha riaperto le sue speranze. Nei prossimi giorni si riuniranno gli esperti dell’assessorato Sanità per tentare di trovare una via d’uscita. Ed è possibile un incontro con Emilia. «Io non mi arrendo», garantisce lei, protagonista di una vicenda che è ben diversa da un altro caso: quello dell’ostetrica di Macerata licenziata perché ha volontariamente rifiutato il vaccino.

   E contro le scelte e le campagne no-vax il presidente Mattarella è sceso in campo tante volte. L’ultima parlando ai ricercatori impegnati nella battaglia ai tumori, il 29 ottobre scorso al Quirinale, per mettere tutti in guardia dalle “credenze antiscientifiche” che tornano a farsi largo. Perché, come ha detto anche visitando i laboratori di Ariano a settembre, “è sbagliato diffidare dalla scienza”. 


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Mario Calabresi
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