Medioriente, la Romania sposta l’ambasciata a Gerusalemme


Il Medioriente torna al centro del dibattito internazionale. La premier romena Viorica Dancila ha infatti annunciato di voler trasferirà l’ambasciata della Romania da Tel Aviv a Gerusalemme: una volontà che assume un’importanza particolare mentre Bucarest è attualmente alla presidenza di turno dell’Unione europea.

La Romania è infatti il primo Stato membro dell’Ue a riconoscere Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele così come già fatto nel dicembre del 2017 dal presidente americano Donald Trump. Lo stesso Trump ha inoltre intenzione di riconoscere la sovranità israeliana sulle Alture del Golan. Un atto che siglerà lunedì 25 marzo in occasione della visita alla Casa Bianca del premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Ad annunciarlo è il ministro degli Affari esteri israeliano Israël Katz su Twitter, ribadendo che così “le relazioni Usa-Israele non sono mai state così strette”.

Parlando il primo giorno di una conferenza della lobby americana pro-Israele Aipac, la premier rumena ha annunciato, “dopo il completamento da parte tutti gli attori costituzionali coinvolti” il trasferimento dell’ambasciata a Gerusalemme, “capitale di Israele”, come promesso a Washington. La decisione, tuttavia, deve ricevere il via libera dal capo dello Stato per diventare realtà: il presidente di centro-destra Klaus Iohannis, in aperto conflitto con la maggioranza di sinistra, si oppone al desiderio del governo di seguire l’esempio degli Stati Uniti.

“Con le sue osservazioni” Dancila “sta ancora una volta mostrando la sua totale ignoranza in termini di politica estera e in merito alle importanti decisioni dello Stato rumeno”, ha risposto Iohannis in una dichiarazione in cui accusa la premier di essersi affrettata in annunci pubblici “in assenza di qualsiasi decisione in merito”, dato che il presidente non ha ancora ricevuto l’analisi promessa dal governo in cui sono segnati gli argomenti a favore e contro. Così come avvenuto per Washington, il trasferimento dell’ambasciata rappresenta una violazione del diritto internazionale visto che sia l’Onu sia l’Unione europea sostengono la soluzione di due Stati nel conflitto israelo-palestinese, con Gerusalemme capitale di Israele e Palestina. “La nostra posizione non è cambiata”, hanno ricordato fonti da Bruxelles in aperto contrasto con l’annuncio di Bucarest che rischia di provocare nuove scintille nella regione.

D’altro canto, il presidente americano sembra intenzionato a gettare benzina sul fuoco: come annunciato da Israele lunedì riconoscerà la sovranità israeliana sulle Alture del Golan. Già giovedì in un tweet Trump aveva scritto che era giunto il momento per gli Stati Uniti “di riconoscere pienamente la sovranità di Israele sulle alture del Golan, che sono di importanza strategica per lo Stato di Israele e la stabilità regionale”, rompendo quindi con il consenso internazionale e con decenni di diplomazia americana in Medioriente.

Soddisfazione per il premier israeliano Netanyahu che ha twittato come “mentre l’Iran cerca di usare la Siria come piattaforma per distruggere Israele, il presidente Trump riconosce coraggiosamente la sovranità di Israele sulle alture del Golan. Grazie presidente Trump!”.

Israele ha conquistato gran parte del Golan siriano (1.200 km quadrati) durante la Guerra dei Sei Giorni nel 1967 annettendola nel 1981. Questo atto non è mai stato riconosciuto dalla comunità internazionale.


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