Meloni a Mattarella: “Cavalierato a Dachan è sottomissione all’Islam”. Il Pd: “Sciacallaggio”


Alla fine Giorgia Meloni se la prende con la sinistra “buonista”, mentre il Pd parla di sciacallaggio politico.  Si è concluso così l’attacco della leader di Fratelli d’Italia alla cronista e scrittrice italo-siriana Asmae Dachan, che riceverà domani il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica. Ma come è nato il caso Dachan?

 
Meloni si è rivolta direttamente al presidente Sergio Mattarella, contestando la scelta di conferire l’onorificenza di Cavaliere a Dachan: “Chiedo formalmente al Presidente della Repubblica di sospendere il conferimento e rivedere la sua decisione perché tale gesto sarebbe un clamoroso atto di sottomissione all’Islam radicale. La notizia che la prefettura di Ancona la consegnerà il 2 giugno lascia increduli”. Poi elenca una serie di presunte colpe di Dachan: “È figlia di Nour Dachan, imam di Genova, nonché già leader dei Fratelli Musulmani, coloro i quali volevano trasformare la Siria in una nazione islamica salafita e che alimentano l’integralismo islamico nel mondo”. Tra le altre contestazioni essere “stata
ripresa mentre partecipava ad una manifestazione a Milano al fianco del militante jihadista Haisam Sakhanh, oggi detenuto in Svezia con una condanna all’ergastolo” e aver definito l’hijiab una “carezza protettiva'”.

Trascorre qualche ora e il Pd accusa Meloni di sciacallaggio. I parlamentari marchigiani del Pd Alessia Morani e Francesco Verducci sottolineano che Dachan è una “attivista per la pace e la non violenza e protagonista instancabile del dialogo e dell’ incontro tra i popoli. Noi ci rendiamo conto che una forza politica che propone il blocco navale abbia bisogno di tenere alto il livello dell’ intolleranza e dell’ odio contro tutti coloro ai quali possa essere affibbiata l’ etichetta di stranieri , musulmani o neri. E’ il bagaglio ideologico che consente di acquisire  il consenso necessario per sopravvivere . Ma quando si sconfina nello sciacallaggio per fini politici vuol dire che si è arrivati a raschiare il fondo del barile”.

Ma contro la leader di Fratelli d’Italia si schiera anche l’Ordine dei giornalisti, che riassume così il profilo di Asmae Dachan: “È nata ad Ancona da genitori siriani, è collaboratrice di varie testate tra cui Avvenire, si è prodigata da sempre per la pace e integrazione dei popoli, ricevendo riconoscimenti continui per l’impegno civile dimostrato nella sua attività professionale, nei reportage dalle aree di conflitto e nella presa di posizione contro il terrorismo, auspicando il dialogo tra culture e popoli diversi”, dice il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei. E aggiunge: “Sorprende che tale impegno riconosciuto a livello nazionale e internazionale, possa essere messo in discussione da interventi che rischiano di alimentare sospetti e inopportuni scontri tra culture”. Dachan – che collabora anche con Il Sole, Panorama e Il Post internazionale – alla fine replica con un post su Fb. “Non vi è nulla di più distante da me, dalla mia educazione e dai miei convincimenti del terrorismo, della violenza, dell’integralismo. I miei articoli, i miei libri, la mia vita ne sono una testimonianza. Considero le dittature, tutte, comprese quelle religiose e salafite, un male da combattere”. E ancora: “Sono e mi sento nelle mie fibre più intime italiana e so quale tributo di distruzione, di morte e dolore è costato all’Italia liberarsi dalla dittatura fascista e guadagnare la democrazia.

 


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