Meno sedute e più efficacia: a Verona arriva la radioterapia guidata


VERONA – Gli schiocchi ritmati che riempiono la sala tradiscono la natura del nuovo acceleratore lineare dell’Irccs Sacro Cuore di Negrar. Dentro la pancia meccanica si muove infatti la grande ciambella della risonanza magnetica ad alto campo che permetterà ai medici di individuare con precisione millimetrica i tumori più piccoli e seguirne in tempo reale gli spostamenti dovuti alla respirazione o al movimento degli organi interni del paziente. Le immagini ad alta definizione consentiranno di indirizzare i fasci di particelle verso bersagli irraggiungibili dai bisturi, con un’intensità e precisione tale da risparmiare i tessuti sani circostanti e ridurre drasticamente il numero di sedute normalmente necessarie nella radioterapia.

Questa apparecchiatura ibrida, tra le prime del suo genere, si chiama Unity, a sottolineare l’unione di due sistemi ritenuti incompatibili fino a una decina di anni fa: tanto c’è voluto per sviluppare la schermatura che permette la coesistenza tra acceleratore lineare e risonanza magnetica ad alto campo, la stessa utilizzata dai radiologi nelle diagnosi. “I sistemi ibridi attuali montano una risonanza magnetica a basso campo. La bassa definizione delle immagini non consente di delimitare perfettamente la sede del tumore e di vedere la posizione degli organi del paziente durante il trattamento” spiega Filippo Alongi, direttore del dipartimento di radioterapia oncologica avanzata del centro. I radioterapisti sono spesso costretti a irradiare un’area standard, più estesa di quella effettivamente occupata dal tumore, danneggiando i tessuti sani. E ad andarci cauti con le dosi, frazionandole in un gran numero di sedute identiche tra loro.

Meno sedute e più efficacia: a Verona arriva la radioterapia guidata

Al contrario, la disponibilità di immagini di alta qualità prodotte dalla risonanza magnetica ad alto campo permetterà di valutare in tempo reale, mentre il paziente è disteso sul lettino, massa e posizione del tumore. Con la certezza di non compromettere i tessuti circostanti, i radioterapisti potranno irradiare ad alte dosi. E impostare un trattamento realmente personalizzato, nel quale le sedute sono diverse una dall’altra a seconda dei progressi effettivi. In termini di tempo, si stima che in molti casi la durata media dei trattamenti possa scendere da 30 sedute a 10, contribuendo a migliorare la qualità di vita del paziente. Tale radiochirurgia o, radioterapia stereotassica, è applicabile a tutti i distretti anatomici: “il vantaggio maggiore è però nei tessuti molli, in particolare degli organi addominali quali pancreas, fegato e prostata, le cui lesioni tumorali, con i sistemi tradizionali, spesso non sono del tutto distinguibili”, prosegue Alongi.

Meno sedute e più efficacia: a Verona arriva la radioterapia guidata

Nonostante siano stati trattati casi spesso complessi, dai risultati dello studio osservazionale condotto nell’ultimo anno sui pazienti irradiati dalle altre dieci Unity già operative (alle quali nei prossimi mesi si aggiungerà quella dell’ospedale La Paz di Madrid), non sono emerse particolari problematiche. L’ospedale di Negrar è stato a sua volta incaricato dalla Regione Veneto di condurre una ricerca per definire il modello di utilizzo: necessità di personale, processo organizzativo, tempi di trattamento e potenziali ricadute sul sistema sanitario. A partire da agosto, questo studio della durata annuale recluterà 230 pazienti con quattro diverse situazioni cliniche: tumore della prostata, tumore del pancreas, pazienti con oligometastasi – cioè metastasi limitate nel numero da 1 a 5 – e pazienti non più trattabili con la radioterapia convenzionale.

“Se il Sacro Cuore è il primo istituto dell’Europa meridionale a dotarsi di questo apparecchio è perché dietro alle macchine ci sono delle persone di indubbia competenza. La radioterapia oncologica avanzata diretta dal professor Alongi è centro di riferimento regionale del Veneto e tratta ogni anno oltre mille pazienti” ricorda Mario Piccinini, amministratore delegato dell’istituto convenzionato. “L’acquisizione di Unity è in linea con la missione del nostro fondatore San Giovanni Calabria, secondo il quale l’ospedale deve essere sempre all’altezza dei tempi”.


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