Migranti, Lucano contro il decreto Salvini: “Clima di assuefazione”


“Ieri è morto bruciato vivo un ragazzo di 18 anni. Questo clima di odio, questa società della barbarie, ci stanno portando a non avere nemmeno la sensibilità di comprendere quello che ci circonda”. Lo dice a “Circo Massimo”, in onda stamane su Radio Capital, il sindaco sospeso di Riace, Domenico Lucano.

“Rimaniamo indifferenti – afferma Lucano, famoso per il modello d’integrazione dei migranti sperimentato nel centro del Reggino, oggi al centro di un’inchiesta giudiziaria – come se ci fosse una forma di assuefazione a una logica che ormai pensiamo sia unica. Ci impediscono di provare quell’impulso di umanità che è normale. Una condizione della società che io non ho mai vissuto prima”.

Di fronte poi alle parole pronunciate da Salvini a Non è l’arena (“ho incontrato missionari che mi hanno detto ‘matteo vai avanti’, perché bisogna accogliere ma entro certi limiti”), Lucano risponde: “Non posso credere che  dei religiosi abbiano potuto dire cose del genere. Il Vangelo è fratellanza, umanità, il cristianesimo è amore, non è odio razziale. Come si può rimanere indifferenti di fronte a questo decreto sicurezza, che sta generando degli orrori. È una legge disumana”.

Rispetto al decreto sicurezza, di fatto, si è registrata solo una critica ex post da parte del presidente della Camera Roberto Fico, che ha tenuto a precisare che non era presente al voto per rimarcare il suo dissenso. Assieme a lui erano assenti anche una decina di deputati cinquestelle. Ma ci si è fermati a questo. Il M5s, che ha tra le sue fila e identità culturale, anche il tema dell’inclusione e della solidarietà sociale, può sopportare questa asimmetria nel rapporto con l’alleato di governo? “I cinquestelle sono complici di questi orrori, di un governo profondamente fascista che discrimina gli esseri umani e se la prende con le categorie sociali più deboli – risponde deciso Lucano – . Il M5s è succube sin dal primo giorno di una logica perversa. Parlano di cambiamento, ma non è vero”.

“Questa è una forma di fascismo forse più pericolosa rispetto al passato – continua il sindaco di Riace –  perché c’è un’aggressione diretta, il senso di discriminazione che colpisce le persone più deboli ci riporta indietro negli anni. Questo pensare di essere autoritari ad ogni costo, perché la maggioranza ha deciso così, è una condizione incredibile della politica”.

 


Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:.
Se vi interessa continuare ad ascoltare un’altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.

Mario Calabresi
Sostieni il giornalismo
Abbonati a Repubblica


http://www.repubblica.it/rss/politica/rss2.0.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *