MotoGp Mugello, Rossi: “Marquez raffreddato? Strategia, in prova starà benissimo”


MUGELLO – Eccì, Marquez. Il campione del mondo e leader del campionato si presenta al Mugello con un gran bel raffreddore, ma Valentino non ci crede. “E’ la prima volta che lo vedo stare male: pensavo fosse un mutante. Strano. Secondo me è tutta una strategia: finisce che domani, con l’inizio delle prove, lui starà benissimo e noi ko”. Se la ride, il Doc. La sfida toscana di MotoGP vale come il gp di Montecarlo in F1, dice. “E’ la gara più bella, importante, spettacolare della stagione. Un circuito storico, famoso anche negli anni settanta. E non è cambiato: stretto, veloce. Il calore del pubblico. Vincere qui ha un sapore speciale, soprattutto per gli italiani”. Il pesarese confessa: “In tanti anni di carriera, ogni volta che arrivo al Mugello sento la tensione già con qualche giorno d’anticipo”. La sua Yamaha fa progressi, però non abbastanza. “Siamo migliorati in curva, ma in accelerazione e sul dritto perdiamo ancora tanto. Per fortuna qui c’è un solo – lunghissimo – rettilineo”. Strategia?  “Serve una velocità almeno decente per tenere la scia di Ducati e Honda sul dritto, per poi dare tutto in curva. Dipenderà molto dalla partenza, soprattutto da come comincerà il fine-settimana. Diciamo che salire sul podio sarebbe bellissimo”.

Dovi: “Vincere, assolutamente”
Dovizioso lo danno per favorito. Lui non si nasconde. “L’obiettivo è assolutamente vincere, perché sappiamo che qui possiamo essere più competitivi che in altre piste. Vogliamo questo successo e faremo di tutto per prendercelo, ma..”. Ma? “Non c’è nulla di scontato. Sulla carta ci danno già primi, però le cose mica funzionano così”. Il Mugello è una meraviglia. “Bellissimo. Cioè, una pista è bella se di diverti. E di diverti davvero solo quando vai forte. Negli ultimi anni mi  sono divertito, mettiamola così”. Marquez è raffreddato. “Non ho mai visto nulla che lo possa per davvero mettere in difficoltà”. Sarà l’avversario più pericoloso? “Lo scorso anno era molto forte ma è caduto subito, questa volta lo  sarà ancora di più. Non vede l’ora di vincere dove non è favorito, è carico di fiducia dopo questo inizio di stagione. Però anche le Yamaha vanno forte, e attenzione a Rins: vorrà rifarsi dopo il deludente weeek-end francese”. Petrucci alleato o avversario? “Entrambe le cose. E tosto da battere”.

Petrucci e un’altro podio
Petrucci dopo il podio di Le Mans ha ritrovato il sorriso Qui siamo andati sempre forte, Marquez in passato ha sofferto ma non so se andrà ancora così. Qui le Ducati hanno qualcosa di più e io non so se potrò vincere, ma sicuramente voglio lottare per il podio”. Il pilota umbro alla vigilia della stagione era in forma straordinaria, poi le cose non sono andate così bene. “Dopo Austin avrei voluto scomparire dal mondo, ma con Jerez è cambiato tutto. Certo, sarebbe bello un successo, ma lo sai come vanno le cose: la vittoria è come quando in casa cerchi una cosa, e alla fine la trovi quando non ci pensi più”. Dicono che un giorno Marquez potrebbe arrivare alla Ducati, attraverso una serie di passaggi che – subito – penalizzerebbero proprio il Petrux. “Non lo so, alle chiacchiere non faccio caso. Qui sto bene, e mi auguro di rimanerci il più a lungo possibile. Se non sarà possibile, ne prenderò atto e mi metterò a fare altro: anche perché di posti in MotoGP non ce ne sono poi molti. Ma per ora voglio dare il massimo: con serenità”.

Marquez provoca: “Gli italiani ci provano, ma..”
A proposito di serenità: Marquez sorride sempre, nonostante gli starnuti. “Su questa pista negli anni ho sempre dovuto lottare, però la Honda ha fatto dei passi avanti: gli italiani vogliono vincere a tutti i costi, sarebbe bello sorprenderli”. Più modesto il suo compagno in Honda, Jorge Lorenzo, che parla di “piccoli passi”: “Non sono ancora a livello dei migliori, ed è frustrante per uno come me che ha vinto tanto”. La Honda ha raggiunto un punto di velocità massima simile a quello della Ducati, il maiorchino conferma. “Forse la Rossa ha un pizzico di accelerazione in più, però la Honda è agile e si guida bene: io devo solo imparare dallo stile di Marquez, entrare meglio  in curva. E spero di tornare presto competitivo, perché altrimenti è dura”.


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