MotoGp, Mugello;Petrucci: “Il sogno di una vita”. Rossi: “Che differenza con gli altri…”


Marquez entra duro su Lorenzo

Marquez à un maestro di tattica. Anche lontano dalla pista. “Oggi non ho perso con Petrucci. Ho vinto contro Dovizioso, era quello il mio obiettivo”. Lorenzo, oggi ancora lontanissimo (13°) si lamenta: sostiene che la Honda dovrebbe cominciare a pensare ad una moto facile da guidare per tutti i suoi piloti, non solo Marc. Il Cannibale risponde durissimo: “Jorge non lo sa, ma la Honda del 2015 e del 2016 era molto più difficile da guidare. Se davvero vuole cambiare la moto, allora deve stare davanti a tutti”.

 Il Dovi: “Danilo aggressivo, ma si merita tutto”

Dovizioso ci è rimasto un po’ male: “Alla fine me l’ero preparata bene, in testa fino all’ultimo: ma Danilo è entrato molto aggressivo. Peccato per i punti persi, contento per Petrucci: è uno con le palle, e se lo merita. Siamo due persone intelligenti, continueremo a lavorare insieme: non siamo come altri (il riferimento è appunto a Lorenzo e Marquez)”.

 Felicità Petrucci: “Il sogno di una vita”

 Petrucci, che felicità: “E’ stato incredibile. Quando sono andato in testa mi sono detto: io continuo, come se non ci fosse nessuno. Poi ho pensato di attaccare a 7 giri dalla fine, poi 5, quindi 3, alla fine all’ultimo: loro alla San Donato mi prendevano la scia e riuscivano a passarmi, ma all’ultimo mi hanno lasciato un po’ di spazio e e sono entrato. Mi spiace per Andrea, ma io oggi volevo vincere. Per un pilota italiano vincere al Mugello è il sogno della vita: nel 2017 avevo fatto 3°, e già mi sembrava impossibile. Mi spiace per Andrea, che da questo inverno mi ha adottato come un fratello: per quello che è il suo obiettivo ha perso dei punti, ma era una grande occasione per me, mi hanno preso per vincere almeno una gara e ci sono riuscito, adesso penserò a vincere il mondiale con Andrea”.

Valentino malinconico: “Che differenza, con gli altri”

 Valentino è disarmato: “La differenza tra le Yamaha e le altre è troppo grande: per velocità di punta, accelerazione. E per quest’anno, i motori sono sigillati: non ci resta che provare a limitare gli errori, ma è difficile in queste condizioni puntare al podio”. Racconta la caduta: “Prima stavo superando Mir ma mi ha chiuso, e siamo finiti fuori pista. Poi sono arrivato un po’ lungo all’Arrabbiata 2, ed è finità lì: colpa mia, ma è difficile stare sempre a rincorrere”. Fa i complimenti a Petrucci e al fratello, Luca Marini, scherzando un po’: “Bravissimo. L’ho visto contento, e per uno come lui è una cosa strana”.

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