MotoGp, Rossi: “Al Mugello è stato uno shock”. Dovizioso: “Al Montmeló conta solo vincere”


BARCELLONA – All’inizio fu il britannico Freddie Frith, in sella ad una Velocette. Era il 13 giugno di 70 anni fa: la prima gara del motomondiale, sul circuito dell’Isola di Man. Da allora, 929 gp in 30 nazioni diverse. Gli italiani hanno vinto più corse: 811, contro le 609 spagnole. La Honda ha collezionato 776 successi, la Yamaha 502, poi Aprilia (294), MV Agusta (275) e Suzuki (157). Tra i piloti, il maggior numero di vittorie appartiene ancora a Giacomo Agostini (122), davanti a Valentino (115), che è quello salito più di tutti sul podio: 234 volte. Infinito Doc. E allora, fa impressione vederlo affrontare mogio i giornalisti alla vigilia del fine-settimana al Montmeló: “Possiamo cambiare argomento?”. Non se la sente di parlare ancora una volta di questa Yamaha che proprio non va, gli sembra di essere tornato alle due sciagurate stagioni in Ducati. “Anzi no, meglio adesso: perché mi piace guidare la M1, anche se non riusciamo ad andare forte”.

Rossi e lo “shock” del Mugello
Racconta dell’altra settimana, che è tornato ad allenarsi sulla pista da cross di Cavallara dove s’era infortunato gravemente – poco prima di Misano – e non volevano ci tornasse più: “Mio padre Graziano e gli altri erano contrari, però è un percorso fantastico dove sono cresciuto”. Insomma, ha fatto cross con Dovizioso e Petrucci più qualche altro campione della specialità, mangiando salsicce e brindando con dello spumante – i bicchieri di carta – al primo successo in MotoGp del pilota umbro, 10 giorni fa. “Una giornata di allenamento e di divertimento. La migliore terapia dopo la delusione del Mugello: l’altra domenica avevo tante aspettative e finire così – è caduto dopo essere partito dal 18° posto in griglia – è stato uno shock”. Qui a Barcellona la musica rischia di essere la stessa? “Speriamo di no. È una pista che mi è sempre piaciuta da morire, tanti anni fa era la mia favorita. I problemi ci sono, ma è proprio nelle situazioni difficili che dobbiamo tirar fuori il meglio: sarà importante cominciare subito bene nella prima sessione di libere, domattina”.

Petrux: “Se mi capita un’altra occasione..”
Danilo Petrucci arriva carico a mille. “L’obiettivo è aiutare Dovizioso a prendersi il titolo mondiale: io e lui siamo i veri avversari di Marquez – circostanza confermata dal Cannibale, ndr –, se studiamo una strategia comunque possiamo batterlo”. Nel 2017 la Ducati vinse al Mugello col Dovi e raddoppiò. La scorsa stagione con la Rossa fece lo stesso Jorge Lorenzo. Sarà ora il turno del Petrux? “Io punto al podio. Ma se mi capita un’altra occasione come in Toscana, non me la lascio scappare”, risponde il campione umbro. “Il solo ordine è mantenere la serenità dell’ambiente, non rovinando il risultato della squadra: siamo la sola squadra ufficiale che ha sempre due piloti in grado di puntare sempre al successo”. La gara di domenica sarà decisiva per una sua riconferma con la Rossa. “Io vorrei restare a vita con questa moto, speriamo siano d’accordo anche gli altri”. Gli chiedono di indicare un campione di questi 70 anni di motomondiale, e lui fa il nome di Libero Liberati: “Viene da Terni come me, per la mia città è un eroe”.

Dovizioso: “Devo vincere, e basta”
Andrea Dovizioso punta al successo, poche storie: “Anche perché devo stare davanti agli altri, se intendo lottare per il titolo. Il problema è che negli ultimi anni Marquez usa di più la testa e non commette più errori: quando gli va ma male, fa secondo”. La pista catalana gli piace: “È molto simile al Mugello. Ma non credo avremo lo spazio per studiare una strategia: siamo al limite, ancora una volta decideranno i dettagli”.  


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