“Non mi pento di niente”e – Repubblica.it



Dopo 15 anni alla guida dell’amministrazione, Mimmo Lucano incassa una sconfitta netta nella sua Riace. Non solo la sua lista non esprimerà il primo cittadino, ma lui stesso non entrerà in consiglio comunale. La lista in cui si era candidato, “Il cielo sopra Riace”, guidata dall’ex assessore ai Lavori pubblici Maria Spanò, infatti, è giunta terza, e avrà un seggio, con il 29,01% di consensi e 320 voti, uno in meno rispetto alla seconda guidata dall’ex vice sindaco Maurizio Cimino. Alle Europee, a Riace la Lega è stato il primo partito, con il 30,75%. 

La vittoria va alla lista guidata da Luigi Trifoli. Ufficialmente si tratta di una civica, ma in pancia ha più di un esponente della Lega, incluso il segretario della locale sezione di “Noi con Salvini”, Claudio Falchi. Milanese di nascita, riacese d’adozione causa matrimonio, non nasconde né preferenze politiche, né soddisfazione. “Questa è la fine di un’èra. Riace non si è svegliata leghista oggi, lo è da almeno tre anni – dice a spoglio ancora in corso, quando i dati parziali già gli fanno sentire odore di vittoria – noi non siamo contro l’immigrazione, ma di certo non si verificherà più di vedere qui più di 600 immigrati, tutti a ciondolare per le strade”.

Parla da vincitore e anima politica della lista, ma in termini di preferenze raccolte non è che abbia portato un gran contributo. Fondamentale sembra essere stato invece Franco Salerno, ex segretario Pd forse fulminato sulla via del Carroccio, che con oltre 150 voti supera persino Lucano. “Per me il Pd può pure scomparire, sono stato umiliato da loro”, dice mentre i suoi fanno a gara per complimentarsi. “I risultati parlano chiaro, la nostra è stata un’affermazione netta. I riacesi hanno mostrato il proprio scontento, perché probabilmente negli ultimi anni Lucano ha pensato più agli immigrati e alla sua idea di politica che al paese”.

Nel suo esilio di Caulonia, l’ormai ex primo cittadino, ha atteso il risultato delle urne in un bar, con alcuni fedelissimi. In mattinata, si mostrava fiducioso, ma le sue previsioni sono state smentite.

A determinarne la sconfitta, il voto di Riace Marina, più popolosa e meno interessata dal processo di rinascita del paese costruito attraverso il sistema di accoglienza. Ma a pregiudicarlo probabilmente è stato anche il voto del borgo, non così generoso nei confronti del suo storico sindaco.

“Non ci aspettavamo questo risultato, noi eravamo sicuri di potercela fare” dice, forse un po’ frastornato Mimmo Lucano “Guardando indietro non mi pento di niente, politicamente rivendico tutto quello che ho fatto. Sicuramente ci sarà stato qualche errore di valutazione, che vorrei evitare, ma le mie idee non cambiano. Chi dice che io avrei pensato più ai migranti che ai riacesi sbaglia. L’ho sempre detto, l’accoglienza è nata per colpa del vento e ha fatto rinascere il paese”.

Per il futuro, le idee più o meno chiare le ha. “Il mio impegno politico prosegue. Ma a livello personale spero anche che il mio esilio finisca. Adesso che non sono più sindaco e forse neanche consigliere comunale, non dovrei essere più così pericoloso, no?”

 

Il partito del vicepremier vince anche nei paesi delle tendopoli

Sempre in Calabria la Lega è il primo partito anche a Rosarno, il paese del Reggino che negli anni ha ospitato migliaia di migranti impegnati nella raccolta degli agrumi: qui il partito del vicepremier ha ottenuto il 35,33%. Alle politiche dell’anno scorso la Lega aveva ottenuto il 12,34%. Anche a San Ferdinando, dove era presente una baraccopoli che arrivava ad ospitare anche duemila migranti nella stagione della raccolta delle arance, la Lega è il primo partito con il 26,11 dei consensi. 
 

Lega prima anche a Lampedusa

Un altro risultato di cui Salvini può gioire in conferenza stampa è quello di Lampedusa. Nell’isola considerata la “frontiera d’Europa”, dove a dispetto della politica dei “porti chiusi” gli sbarchi continuano, la Lega ottiene il 45,85% dei consensi. Molto meglio del risultato già buono dell’intera Sicilia. Dei 1.361 consensi espressi, ben 410 sono andati al ministro dell’Interno. Staccati il Pd, con il 21%, e le 250 preferenze per il medico di Lampedusa Pietro Bartolo), e M5s con il 16,83%.

Il sindaco Totò Martello mette l’accento sull’astensionismo per concludere che “quella di Salvini a Lampedusa è una vittoria di Pirro”, perché “il 73,3% degli elettori non ha votato”. “Salvini ha preso solo 600 voti su 5.274 elettori, di cui solo 1.404 si sono recati alle urne, appena il 26,62%”, continua il primo cittadino che punta il dito anche contro i vertici locali del Pd sostenendo che “il segretario locale ha boicottato Pietro Bartolo, basta leggere i suoi post”.

 


http://www.repubblica.it/rss/politica/rss2.0.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *