“Non sono stati violati i contratti” – Repubblica.it


MILANO – I contratti non sono stati traditi e anche l’idea che sia stato violato l’obbligo di custodia, visto che il Ponte Morandi non potrà mai tornare nella disponibilità dello Stato a causa del tragico crollo, è sbagliata perché al suo posto ci sarà una nuova infrastruttura finanziata.

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Così Autostrade per l’Italia esce nuovamente allo scoperto in un botta e risposta senza fine tra gli esponenti del govero e la tessa società. La controllata di Atlantia, holding dei Benetton, e concessionaria – tra i molti altri – del tratto collassato a Genova l’estate scorsa (che sta vivendo una nuova giornata debole in Piazza Affari), ha pubblicato una nota in risposta alle rivelazioni di stampa sul dossier tecnico del Mit, dal quale emerge un “grave inadempimento” del concessionario che aprirebbe alla revoca della stessa concessione. Un documento che comunuque non dimentica di sottolineare quanto la richiesta di indennizzo sia presente e concreta.

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Dal canto suo, la società oggi ricorda “di non aver ricevuto alcuna comunicazione in relazione al procedimento in corso e di aver appreso solo da notizie di stampa dell’esistenza e dei contenuti della relazione della Commissione ministeriale insediata presso il MIT”. E proprio “il metodo di diffusione alla stampa in modo pilotato e parziale di stralci di tale relazione, prima ancora che essa sia resa nota alla controparte, come è richiesto dal procedimento amministrativo in essere” viene contestato dalla società.

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Al di là dei modi, venendo alla sostanza Autostrade dice che “non sembrerebbe emergere alcun grave inadempimento agli obblighi di manutenzione ai sensi del contratto di concessione. Peraltro, la presunta violazione dell’obbligo di custodia, di cui all’art. 1177 del codice civile, costituirebbe un addebito erroneo ed inapplicabile al caso di specie, trattandosi di una infrastruttura che sarà restituita allo Stato al termine della concessione, per effetto della sua ricostruzione affidata dal Commissario per Genova ed interamente finanziata” dalla stessa Autostrade per l’Italia.

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“In merito ai riferimenti diffusi a mezzo stampa circa una ipotetica pericolosità di altre infrastrutture della rete, Aspi ribadisce con forza che la sicurezza della stessa è stata confermata anche da ulteriori verifiche fatte da primarie società terze. Aspi resta fortemente impegnata a garantire i migliori standard di sicurezza che  hanno contribuito, dopo la privatizzazione, ad un sostanziale miglioramento dei livelli di sicurezza della circolazione”.

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Quindi, anche la società non manca di ricordare a Toninelli e al governo intero che “i termini della Convenzione prevedono, nella denegata ipotesi di revoca, il pagamento di un cosiddetto indennizzo che corrisponde al giusto valore della concessione, secondo i criteri contrattualmente previsti. La sussistenza di tale obbligo di indennizzo, come riportato dalla stampa, è confermata anche dalla stessa relazione della Commissione. Da ultimo si ricorda che sono ancora ignote le cause interne o esterne che hanno determinato la tragedia e l’accesso alla documentazione dei luoghi e dei fatti è ancora incompleto”.

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Babà Napoli

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