Nuove linee guida europee sullo screening. Prima dei 45 anni non è raccomandato – Repubblica.it



A QUALE età le donne senza sintomi dovrebbero fare la mammografia? Quanto spesso? Qual è il modo migliore per invitarle al programma di screening e comunicare benefici e rischi dell’esame? La European Commission Initiative on Breast Cancer (ECIBC) – L’iniziativa della Commissione europea sul cancro al seno – ha cercato di rispondere a queste ed altre domande con l’aggiornamento delle sue linee guida, pubblicando 17 nuove raccomandazioni per i programmi nazionali di screening mammografico. Obiettivo: da un lato aiutare le donne ad essere più informate e consapevoli, dall’altro guidare i politici e gli operatori sanitari a pianificare, organizzare e fornire servizi efficaci e accessibili. Infatti le raccomandazioni (che non sono mandatorie per i Paesi Ue) sono suddivise in tre sezioni che corrispondono ai tre profili individuati: il paziente, il professionista della sanità e il decisore politico. Un’ampia parte riguarda anche la comunicazione alle donne.

Le nuove linee guida

Queste linee guida sono state redatte seguendo un metodo molto rigoroso, che prende in considerazione tutta la letteratura scientifica e i cui risultati sono stati analizzati da un gruppo di esperti di diverse discipline – tra cui radiologi, epidemiologi – e anche rappresentanti delle associazioni di pazienti e di advocacy, come Europa Donna. Le ultime risalivano al 2006. Tra le novità vi è anche il fatto che sono pubblicate esclusivamente online, con l’obiettivo della ECIBC di aggiornarle velocemente, man mano che si produce nuova conoscenza e nuovi studi vengono pubblicati.

Tutte le indicazioni si rivolgono alla popolazione femminile senza sintomi e familiarità, e a rischio “medio” di sviluppare il cancro al seno. Ovviamente il rischio individuale può essere superiore o inferiore a questa media, in base a vari fattori, tra cui per esempio la presenza di mutazioni Brca, la storia familiare, la storia riproduttiva, la densità del seno o l’etnia: situazioni che comunque dovranno essere valutate dai medici caso per caso.

A che età è, dunque, è consigliato lo screening? Le fasce di età considerate sono quattro: 40-44 anni, 45-49, 50-69 (per la quale in Italia è attivo il programma di screening) e 70-74.
 

Tra 50 e 69 anni

Tra i 50 e i 69 anni la mammografia è fortemente consigliata. “La raccomandazione è forte e questo vuol dire che tutto il panel, sulla base della letteratura, era d’accordo con il consigliarla”, spiega Livia Giordano del Centro di Riferimento per l’Epidemiologia e la Prevenzione Oncologica in Piemonte (CPO Piemonte) e parte del comitato scientifico di Europa Donna Italia, nonché membro del panel dell’ECIBC che ha redatto le linee guida: “Non era scontato, viste le forti polemiche che ci sono state negli anni passati sullo screening, ma gli studi continuano a dimostrare che i vantaggi sono nettamente superiori ai rischi e che lo screening porta a una significativa riduzione della mortalità in questa fascia di età”.
 

Tra 45 – 50 e 70 – 74 anni

Per le fasce di età limitrofe l’indicazione è sì di fare lo screening, ma si tratta di una raccomandazione condizionale e non forte. “Questo – dice l’epidemiologa – è dipeso soprattutto dal fatto che le donne dovrebbero ricevere tutte le informazioni corrette sui pro e contro dello screening in queste fasce di età, e decidere insieme ai medici se fare o meno la mammografia. Il messaggio per i decisori politici è che lo screening va assicurato prima di tutto per la popolazione femminile tra i 50 e i 69, e solo secondariamente esteso. Se lo screening in queste popolazioni non è fortemente consigliato non è per motivi economici, ma perché l’evidenza scientifica non è ancora completamente convincente e il rischio di sovradiagnosi non è ancora chiaro”.
 

Tra 40 e 44 anni

Tra i 40 e i 44 anni vi invece è una raccomandazione condizionale a non eseguire lo screening. “Significa che non ci sono ancora certezze sull’efficacia di fare lo screening in questa fascia di età in donne asintomatiche”, spiega ancora Giordano: “Alla base di questa indicazione ci sono diversi motivi: da una parte gli studi non mettono in evidenza vantaggi netti, dall’altro bisogna stare attenti a non provocare danni”. Un eccesso di mammografie fin dalla giovane età, infatti, potrebbe comportare un danno radiobiologico; inoltre, la mammografia può non essere il test più indicato quando il seno è giovane, dal momento che risulta più “opaco” ai raggi X e quindi di difficile lettura, e c’è di conseguenza un elevato rischio di falsi positivi (con importanti conseguenze negative psicologiche, esami aggiuntivi, biopsie inutili) o negativi. 
 

Ogni quanto tempo fare lo screening?

Per le donne di età compresa tra i 50-69 anni si raccomanda di effettuare lo screening ogni due anni, come attualmente avviene anche in Italia. Anche per le donne tra 45 e 49 anni, le linee guida danno raccomandazioni, sebbene condizionali, per lo stesso intervallo: condizionali proprio perché il dibattito scientifico è ancora in corso. Per le donne tra 70 e 74 si discute invece tra un richiamo biennale o triennale. Attualmente in Italia, nelle regioni che hanno esteso lo screening a queste fasce di età, i protocolli prevedono una cadenza è annuale per le più giovani e biennale per le donne anziane.


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