Onde magnetiche contro la dipendenza da cocaina e gioco d’azzardo


Cento italiani (per il 70% uomini) dai 18 ai 50 anni: sono i pazienti coinvolti in uno studio internazionale in doppio cieco che sta testando l’efficacia della stimolazione magnetica cranica (TMS) nella riabilitazione dalla dipendenza da cocaina, la sostanza stimolante illecita più comunemente utilizzata nell’Unione Europea, inclusa l’Italia. Questi pazienti sono in cura a Roma presso la struttura riabilitativa “La Promessa”, un centro satellite per la ricerca Brain Switch, condotta in collaborazione con il National Institute on Drug Abuse (NIDA) e con l’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti. I primi dati preliminari su venti pazienti, che stanno per essere pubblicati sulla rivista Frontiers in Psychiatry, dimostrano che c’è una risposta positiva nell’80-85% dei soggetti trattati. Non solo: «In 4 pazienti su 5 tra quelli che accettano di sottoporsi all’intero ciclo di terapie – spiega lo psicologo Fabrizio Fanella, direttore sanitario del centro La Promessa – in appena 3-6 mesi la dipendenza è debellata, ‘cancellata’ letteralmente dal cervello, con tutte le sue implicazioni negative».

Ma come funziona la TMS? Per capirlo, bisogna risalire alle origini della dipendenza: «Il nostro cervello – spiega Fanella – produce dopamina quando si verifica una situazione che ricorda come piacevole: il cibo, il sesso, il piacere intellettivo di una lettura o di un quadro. Quando si assume una sostanza stupefacente come la cocaina, si attiva la stessa area cerebrale». In pratica, la cocaina raggiunge questa zona del cervello e prende il posto della dopamina: è come se fosse ingannato per cui inibisce la formazione di dopamina endogena e resta ‘legato’, cioè dipendente dalla cocaina perché quando manca questa sostanza non produce dopamina e quindi va in astinenza e ne richiede altra. La stimolazione magnetica agisce proprio su questo meccanismo e la sua maggiore efficacia è stata dimostrata sulla dipendenza da cocaina, da gioco d’azzardo e da alimentazione incontrollata. Per ricevere questa stimolazione, si posiziona una placca di 10 cm di diametro sull’area frontale sinistra in corrispondenza con le vie di accesso alle zone del cervello che controllano la dipendenza. «Le onde magnetiche – spiega il direttore del Centro – stimolano questa zona del cervello a produrre nuovamente la dopamina endogena e quindi viene meno l’esigenza di una sostanza esterna».

Le applicazioni vengono fatte quotidianamente e nell’arco di 10 giorni il paziente sente che diminuisce la dipendenza perché riesce a raggiungere uno stato di benessere riattivato dalla dopamina. Il trattamento, che può essere fatto solo sui maggiorenni, non è doloroso: si sente solo un solletico sulla cute. La seduta dura 15 minuti e viene intervallata da una pausa di 30-40 minuti che serve per l’assorbimento delle onde magnetiche. Poi si esegue un’altra sessione di 15 minuti. Per le prime due settimane, il trattamento viene fatto tutti i giorni, poi si scala a 3 volte a settimana per altri 15 giorni per poi arrivare a due volte a settimana. Poi c’è il mantenimento per una durata totale di tre mesi.

Al momento la TMS, che viene utilizzata anche a Milano, Padova, Senigallia e Cagliari, non è convenzionata perché il Sistema sanitario nazionale non la riconosce come trattamento essenziale. Il costo si aggira intorno ai 4mila euro per tre mesi di trattamento che includono anche le varie visite di controllo, ma si spera che con i risultati di queste sperimentazioni la situazione possa cambiare.


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