Oppioidi, crisi, sistema sanitario: perché è crollata l’aspettativa di vita degli americani


NEW YORK – Continua ad accorciarsi la longevità degli americani. Il dato, che conferma una drammatica inversione di tendenza, dura ormai da qualche anno è quindi non è un “incidente” occasionale. Tra le cause principali: l’aumento dei suicidi, e le morti per overdose da medicinali-oppioidi come il fentanyl, “la droga del metalmeccanico nel Midwest”.

È anche una delle conseguenze di un sistema sanitario disastroso. L’accorciarsi della durata di vita media è documentato nel rapporto annuo delle autorità sanitarie, Centers for Disease Control and Prevention. Lo stesso documento segnala che il deterioramento della speranza di vita non accadeva dal periodo 1915-1918, segnato da una tragedia ben più immane: le carneficine della prima guerra mondiale più l’epidemia d’influenza (detta “la spagnola”) decimarono le popolazioni nel mondo intero.

Dopo di allora l’umanità aveva cominciato un lungo progresso, in particolare nei paesi più ricchi. Dal 2014 l’America fa eccezione e si muove nella direzione opposta. La longevità media si è ridotta a 78,6 anni e questo confina gli Stati Uniti al 29esimo posto nella classifica mondiale. In testa ci sono il Giappone con 84,1 e la Svizzera con 83,7 anni di vita media.

L’escalation dei decessi per overdose è una delle piaghe che distinguono gli Stati Uniti: 70.000 morti nel 2017, un record storico. Le morti per overdose superano le vittime degli incidenti stradali o delle armi da fuoco. Buona parte del problema si concentra in una tipologia nuova di drogati, diversa dalle vittime dell’eroina in passato.

Stavolta molti sono maschi adulti di mezza età, spesso legati alle attività economiche in declino. Gli analgesici a base di oppiacei o oppioidi talvolta vengono prescritti dai medici per alleviare traumi e dolori da incidenti sul lavoro e altre disabilità, poi creano dipendenza e diventano un consumo cronico.

Alimentazione malsana, epidemie di diabete da obesità, aggravano i problemi e ne accentuano anche il segno sociale: il peggior degrado nella mortalità colpisce minoranze etniche e ceti più poveri.

L’accorciamento della speranza di vita è anche l’ennesima conferma del fallimento di un sistema sanitario per lo più privato. La riforma di Barack Obama ha solo attenuato parzialmente i gravi difetti strutturali del sistema: gli Stati Uniti dedicano alla spesa sanitaria una percentuale del reddito nazionale molto superiore agli altri paesi industrializzati, e con risultati nettamente peggiori.


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Mario Calabresi
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