Pa, il sorpasso: ora la dirigenza è donna. Ai presidi gli stipendi più bassi


MILANO – La dirigenza della Pubblica amministrazione è donna e i presidi delle scuole sono quelli che hanno meno soddisfazione in busta paga.

Secondo la ricerca presentata in occasione del Forum Pa, in dieci anni le dirigenti donne nel settore pubblico sono passate dal 42% al 50,6% del totale. “La tendenza – si spiega – è molto più evidente nelle professioni sanitarie: fra i dirigenti non medici del servizio sanitario nazionale e donne sono più del doppio degli uomini”. Ma, avverte lo studio, “l’avanzata rosa” registrata tra il 2007 mil 2017 “è dovuta più al taglio di oltre 10 mila colleghi che a un aumento delle assunzioni femminili”.

Per quanto riguarda gli aspetti della remunerazione, la ricerca dice che “i dirigenti della Pubblica amministrazione guadagnano in media 81 mila euro annuali, con punte (medie) di 230 mila euro tra i dirigenti di prima fascia degli enti pubblici non economici e, all’estremo opposto, di circa 60 mila euro fra i dirigenti degli istituti di formazione artistico museale, della scuola e i dirigenti non medici del servizio sanitario nazionale”.

In particolare, lo stipendio dei presidi, viene sottolineato, si ferma “a 62.340 euro l’anno, con un aumento di appena 3 mila euro in dieci anni”.


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