Palermo, il caso Dell’Aria investe il ministro Bussetti. La sinistra: “Ha mentito”


Il caso Dell’Aria investe ora il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. Dopo che Repubblica ha rivelato che a innescare l’ispezione per il video su Salvini e le leggi razziali proiettato dagli alunni della docente poi sospesa fu un’email dell’ufficio stampa del ministero, le opposizioni di sinistra attaccano alzo zero. “Se fossero confermate le ricostruzioni che leggiamo su autorevoli organi di stampa – dice la deputata dem Flavia Piccoli Nardelli – vorrebbe dire che il ministro Bussetti ha mentito al Parlamento sul caso della sospensione della professoressa Maria Rosa Dell’Aria”.

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La parlamentare del Pd, componente della commissione Cultura della Camera, sottolinea che “diversamente da quanto detto dal ministro, risulterebbe che la richiesta di verificare l’operato della docente palermitana di italiano, ‘rea’ di non avere vigilato sulla produzione di un video dei suoi studenti, sarebbe sopraggiunta all’Ufficio scolastico regionale direttamente dal gabinetto del ministro dell’Istruzione. A Bussetti chiediamo di venire in Parlamento, chiedere scusa e raccontare la verità dei fatti. Quanto accaduto, se fosse confermato, sarebbe di una gravità inaudita”.
Sulla stessa lunghezza d’onda la senatrice del Pd Monica Cirinnà. “Ancora un ministro gialloverde – accusa – che mente al Parlamento. Secondo un’inchiesta di Repubblica – rileva la “madre” della legge sulle unioni civili – emerge che furono proprio gli uffici di Bussetti a sollecitare l’indagine sulla professoressa di Palermo. Chi rappresenta lo Stato non può pensare di poter dire bugie liberamente: ne deve rispondere in tutte le sedi preposte”
 

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Chiama in causa il ministro dell’Istruzione anche Nicola Fratoianni, di Sinistra italiana: “Veniamo a sapere dalle ultime notizie giornalistiche del quotidiano La Repubblica – dice – che a sollecitare e a chiedere spiegazioni all’Ufficio scolastico regionale della Sicilia, che ha portato poi alla surreale sospensione della professoressa di Palermo, sarebbero stati gli uffici dello stesso ministro Bussetti. Quindi il ministro dell’Istruzione leghista avrebbe mentito in Parlamento quando ha negato ogni coinvolgimento del Miur della vicenda scaturita da una segnalazione di un esponente neofascista al ministero di viale Trastevere. Ancora una volta – attacca Fratoianni – si conferma l’inattendibilità di questo ministro, tenendo presente che anche l’annunciata e sbandierata ‘conciliazione tra le parti’ pare che sia rimasta una chiacchera, tanto che ora l’assurda punizione della docente arriverà in tribunale. La scuola italiana – conclude l’esponente di Sinistra italiana – non si merita certo un ministro così”.

Agli attacchi replica con una nota l’ufficio stampa del ministero dell’Istruzione, affermando che il ministro Bussetti “non è stato interessato né nell’avvio né nella conclusione dell’iter” del procedimento disciplinare nei confronti della professoressa Dell’Aria. Non ci sono stati né diktat né pressioni da Roma”, si sostiene, ma partì dal dicastero “una semplice richiesta di informazioni al competente Ufficio territoriale da parte dell’ufficio stampa del Miur, tesa ad approfondire un caso emerso sui social. Una richiesta del tutto simile alle molte che vengono fatte ogni giorno agli uffici periferici del ministero per poter verificare fatti, segnalazioni e notizie che pervengono al Miur e rispetto ai quali la stessa stampa richiede una posizione o una dichiarazione del ministro”.

“Non fu mai chiesta un’ispezione, cosa peraltro impossibile – sostiene l’ufficio stampa di Bussetti – con una semplice email dell’ufficio stampa, che non ha competenze in materia disciplinare. Non furono chiesti interventi specifici. Ma informazioni. Arrivate qualche giorno dopo, il 31 gennaio, sotto forma di relazione e rispetto alla quale, come è possibile evincere dagli archivi dei comunicati stampa, nonchè dai profili social del ministro, non ci fu alcuna dichiarazione pubblica o richiesta palese di intervento”.


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