Palermo, procedimento disciplinare per l’ex candidato sindaco Forello: “le sue dichiarazioni ledono l’immagine M5S”


Tanto tuonò che piovve. Dopo lo scontro a Catania sull’ex candidato sindaco Giovanni Grasso, anche a Palermo esplode lo scontro interno al Movimento 5 Stelle: anche nel capoluogo è finito sotto accusa l’ex candidato sindaco, Ugo Forello, contro il quale i probiviri hanno aperto un procedimento disciplinare. Forello, che negli ultimi mesi aveva esplicitato più volte il proprio dissenso nei confronti dell’accordo di governo con la Lega, fra la fine dell’anno scorso e l’inizio del 2019 era stato deposto da capogruppo in Consiglio comunale e si era proclamato “indipendente” all’interno del Movimento 5 Stelle. “Da verifiche effettuate sul materiale giunto al nostro giudizio – si legge nel procedimento disciplinare recapitato qualche settimana fa a Forello ma fatto circolare dopo il voto – risulterebbe che lei ha posto in essere, tramite dichiarazioni, comportamenti contrari agli obblighi da lei assunti. Ha determinato, in tal modo, il rischio di conflitti e frizioni in danno dell’immagine, dell’azione politica e del programma del Movimento 5 stelle”.

Ancora lunedì, Forello aveva attaccato a muso duro il suo stesso movimento dopo il risultato delle Europee: “I vertici del movimento siciliano e nazionale – aveva detto – dovrebbero fare un esame di coscienza, riflettere sulla sconfitta e, probabilmente, fare un passo indietro. Così ci estinguiamo”. “Tu che speravi in un risultato deludente del M5s e che adesso probabilmente starai anche esultando per l’esito della forza politica di cui ormai solo formalmente fai parte – gli aveva risposto, pur senza mai nominarlo, il consigliere comunale Antonino Randazzo – ricordati che sei libero di andare, così come di restare”. Ora, dunque, Forello grida alla censura: “Non ho violato le regole del movimento – scandisce – ma evidentemente qualcuno vuole limitare la mia libertà di espressione. Sto ricevendo solidarietà da molti attivisti”.

È il secondo scontro in poche ore all’interno del Movimento 5 Stelle siciliano. Ieri il consigliere comunale grillino Giovanni Grasso, ex candidato sindaco nelle scorse amministrative, è stato denunciato ai probiviri e alla Procura di Catania a causa di una telefonata in cui, secondo i Cinquestelle, parlerebbe con il vicesindaco, Roberto Bonaccorsi, che non è del movimento, di dare “il colpo giusto” alla capogruppo Lidia Adorno.


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