Parlamento Ue, bocciato il taglio dei fondi per chi non rispetta le regole di bilancio – Repubblica.it


MILANO – “No” del Parlamento Ue alla proposta della Commissione di subordinare l’erogazione dei fondi europei al rispetto delle regole di bilancio.

L’Europarlamento ha respinto a Strasburgo il principio della “macrocondizionalità economica” per erogati nel periodo 2021-2027, premiando il lavoro in questa direzione portato avanti sia dagli eurodeputati del Pd che da quelli M5S: entrambi rivendicano il risultato. Dal testo passato con 460 voti a favore, 170 contrari, 47 astensioni, è stato cancellato l’articolo 15 sull’applicazione della macrocondizionalità. Ora cominceranno i negoziati con il Consiglio: il dossier fa parte del bilancio Ue 2021-2027.

“Accoppiare i fondi regionali alla condizionalità macroeconomica come proposto dalla Commissone – ha indicato la corelatrice Constanze Krehl (Socialisti&Democratici) – significherebbe punire le autorità regionali per decisioni prese dai governi nazionali: ecco perché abbiamo respinto questa idea”. Idea che prevedeva di sospendere i fondi regionali a seconda del raggiungimento degli obiettivi economici nazionali.

“Ha vinto l’Italia, hanno vinto i cittadini. I fondi europei per i territori più in difficoltà sono salvi. I falchi dell’austerity hanno perso, l’austerity ha perso. Ed è solo l’inizio”, ha esultato in una nota l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Rosa D’Amato. “Grazie a due emendamenti presentati dal Partito democratico e dal gruppo S&D abbiamo ottenuto due risultati straordinari”, ha fatto eco l’eurodeputato Pd Andrea Cozzolino. “Con l’emendamento 448 – afferma Cazzolino – abbiamo cancellato la macrocondizionalità, che avrebbe ingiustamente penalizzato territori e regioni”, mentre “con l’emendamento 453 abbiamo introdotto per la prima volta la possibilità di una flessibilità ulteriore all’interno del semestre europeo, per consentire agli stati di cofinanziare progetti strategici finanziati con fondi europei”. “Grande successo del Pd e dei Socialisti e Democratici nel voto in aula sul regolamento generale sui fondi europei”, ha scritto in un tweet il presidente della commissione Affari economici, Roberto Gualtieri.

Quanto al livello di finanziamento, Strasburgo ha decretato che “l’attuale livello di finanziamento, equivalente a 378,1 miliardi a prezzi 2018, dovrebbe essere mantenuto nel prossimo periodo di bilancio. Le regioni meno sviluppate continueranno a beneficiare dal sostegno sostanziale della Ue con un tasso di cofinanziamento fino all’85% rispetto al 70% proposto dalla commissione e una quota del 61,6% dei fondi per lo sviluppo regionale e la coesione. Il tasso di cofinanziamento per le regioni in transizone e più sviluppate è stato aumentato a 65% e 50% rispettivamente”. Infine, “un importo di 1,6 miliardi dovrebbe essere destinati per un finanziamento addizionale per le regioni periferiche”.

Cinque gli obiettivi politici generali indicati per l’impiego dei fondi: competitività e rafforzamento delle piccole e medie imprese  misure per forniture energetiche; protezione dell’ambiente e contrasto del cambiamento climatico; promozione della mobilità intelligente e sostenibile; rispetto diritti fondamentali, eguaglianza di genere e prevenzione delle discriminazioni.


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