Pd, al via l’Assemblea nazionale a Roma. Orfini: “Lo Statuto va stracciato e riscritto”


Separazione delle cariche di segretario e candidato premier, consultazione online sul programma, apertura ai non iscritti. Sono questi i tre pilastri della riforma dello Statuto del Partito democratico, che questa mattina a Roma riunisce all’hotel Ergife l’Assemblea nazionale del partito. Una riforma fondamentale perché secondo molti  – come Cesare Damiano – lo Statuto originario del Pd, che risale al 2007, ha avuto come conseguenza la marginalizzazione degli iscritti. L’obiettivo, dunque, è rimettere al centro il “popolo” dem, tornando ad essere un partito solido, radicato nel territorio, in una parola una comunità.

“Io penso che lo statuto vada stracciato e radicalmente riscritto  – afferma l’ex presidente Pd Matteo Orfini arrivando all’Erige –  Non prevede forme di partecipazione a chi vuole dare una mano alla nostra battaglia. Ci serve anche una base più larga. Partiamo dal foglio bianco, non si deve correggere ma stracciare e riscrivere da capo”.

Oggi verrà per l’appunto insediata la commissione “Riforma dello statuto e del partito”, guidata da Maurizio Martina, che nelle prossime settimane lavorerà al compito di redigere le nuove regole comuni. All’interno del Pd negli ultimi giorni c’è stata polemica fra le varie anime del partito. I renziani, ad esempio, guidati da Lotti e Guerini sono contrari alla proposta di Zingaretti e Martina di separare la figura del segretario da quella del candidato premier.  “Ascolteremo la proposta di lavoro del segretario e ci confronteremo”, ha annunciato ieri Guerini, punto di riferimento di Base Riformista. Aggiungendo: “Riteniamo sbagliato per il partito la separazione dei ruoli ma se si dovesse andare in quella direzione lo Statuto dovrà prevedere comunque lo strumento delle primarie per indicare il candidato premier”.

Lo stesso Renzi, che ieri a Milano ha radunato i fedelissimi a un evento sulle fake news, non ha nascosto l’intenzione di “riprendersi il partito”. E Orfini ne riconosce il ruolo: “Renzi è uno dei leader del Pd. Hafatto un’iniziativa importante ieri a Milano e ci dà una mano nella battaglia di opposizione”.

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Ma come detto Zingaretti, a parte la divisione dei ruoli tra segretario e candidato premier, punta molto sul rendere lo Statuto dem il più possibile aperto a iscritti ed elettori coinvolgendo i simpatizzanti Pd in consultazioni anche in vista delle Costituente delle Idee dell’autunno.

 


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