Pd. Renzi non parlerà al Senato sul Russiagate. E nel partito scoppia la polemica



Matteo Renzi rinuncia ad intervenire oggi pomeriggio in aula sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul Russiagate e nel Pd scoppia una polemica fra la maggioranza e i renziani. A dare fuoco alle polveri è proprio l’ex premier che di buona mattina scrive su Facebook: “Oggi il governo è in aula per parlare di Russia, rubli, 49 milioni di euro. Avevo chiesto di poter intervenire contro Salvini a nome del Pd. La cosa ha suscitato polemiche interne dentro il partito da parte dei senatori vicini alla segreteria. E siccome ritengo assurdo che nel giorno in cui Salvini deve parlare dei suoi guai, una parte del Pd attacchi me, ho deciso di rinunciare all’intervento; ringraziando comunque il presidente Marcucci per la disponibilità”.

“Penso che ci sia chi continua ad attaccare il Matteo sbagliato – aggiunge l’ex segretario -. Ma penso anche che non valga la pena dividersi su questo: sarò in aula ad applaudire il collega che parlerà a nome del Pd. E poi alle 19 farò una diretta Facebook dicendo ciò che penso della vicenda Salvini e non solo. Ci vediamo stasera alle 19 su Facebook: buona giornata a tutti”. In attesa di sapere cosa avrebbe, Renzi potrà ascolta il collega Davide Parrini, incaricato di replicare in aula al presidente del Consiglio.

Parole che scatenano i parlamentari vicini all’ex segretario, in un crescendo di polemiche che alla fine coinvolge il segretario Nicola Zingaretti. “Francamente non capisco cosa sta succedendo. – commenta il segretario – Una discussione sul Russiagate sta diventando una discussione sul Pd. Ieri ho incontrato i due capigruppo in uno spirito molto positivo e di totale collaborazione per coordinarsi oggi dopo l’intervento di Matteo Renzi in aula a nome di tutto il Pd. Ora riesplode una polemica insensata: in momenti come questi ci vuole molta responsabilità e rispetto da parte di tutti perché gli avversari sono fuori di noi, l’Italia ci chiede di combattere uniti”.

 “Riguardo all’intervento in aula ho parlato ieri – continua Zingaretti – con il capogruppo al Senato assicurando pieno sostegno e totale autonomia al gruppo e nessun problema rispetto a qualsiasi scelta si sarebbe fatta”.
“Mi risulta che dopo la discussione fossero tutti d’accordo. Che poi in un gruppo parlamentare diventi lesa maestà discutere su chi deve intervenire mi sembra un po’ esagerato”. Andrea Marcucci, chiamato in causa twitta: “Smettiamola di cercare ancora una volta il Matteo sbagliato. C’è un Matteo che fugge dal Parlamento per evitare di raccontare al Paese la sua versione dei fatti su #Moscopoli e non è certamente #Renzi #legarublona”.

I renziani, intanto non accettano di moderare i toni e vanno all’attacco della maggioranza “E c’è ancora chi mi viene a parlare di fuoco amico. Qui ormai siamo al tafazzismo allo stato puro”, dice Roberto Giachetti. Teresa Bellanova, con un tweet rilanciato dalla vice presidente al Senato del Pd Simona Malpezzi. dice: “Noi abbiamo un ex Presidente del Consiglio, senatore, invitato in tutto il mondo a fare conferenze. E un governo pericoloso che mente su tutto, creando danni al Paese. Ora, il problema del PD può essere se @matteorenzi debba o non debba parlare in aula? Ma cosa siamo diventati?”.

Anche Carlo Calenda commenta su Twitter l’annuncio di Renzi, ma per rilanciare la proposta di dare vita a un coordinamento dei big del Pd, una delle proposte dell’Odg che presenterà alla Direzione di venerdì: “Capite perché non si può andare avanti così. Perché abbiamo bisogno di un luogo dove Renzi, Gentiloni, Zingaretti etc si incontrino e si confrontino”, scrive Calenda.

Il tempo passa è la polemica cresce.  “Il ‘nuovo Pd’ ha deciso che Renzi non deve parlare in Senato. Dopo averci epurato dalle tv ora ci impediscono anche di svolgere il nostro mandato parlamentare. Proprio ‘nuovo’ questo pd. Complimenti davvero”, ironizza Alessia Morani.  “Davvero una polemica insensata quella sollevata da alcuni nostri senatori contro la disponibilità di Matteo Renzi a intervenire in Aula. La sua capacità di fare opposizione non è gradita alla nuova maggioranza? Dovrebbero chiedere scusa anzitutto al partito. Una figura penosa”, incalza Anna Ascani.

Michele Anzaldi dice: “Renzi rinuncia a intervenire dopo le polemiche nel Pd. Qualcuno ha parlato di metodo, allora ci dicano di che metodo si tratta se l’ex premier, ex segretario, senatore della commissione Esteri, il più bravo comunicatore che abbiamo non deve intervenire in una giornata come questa”. Ed Ernesto Magorno gli fa eco: “Che piaccia o no Matteo #Renzi è un vero leader stimato e apprezzato in tutto il mondo, rappresenta una risorsa preziosa in questo momento storico. Bisognerebbe valorizzare ogni sua idea, ogni sua singola parola. Invece, qualcuno, lo vede come un problema. È semplicemente assurdo!”.

 


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