Prima Samsung, poi Huawei: va in scena il flop dei “fold”



SANSUNG rinvia “a data da destinarsi” l’annunciata uscita del suo smartphone “pieghevole”, dopo che i prototipi del “Galaxy” dati in prova hanno mostrato segni di cedimento proprio nel sistema “fold”. Huawei rinvia a settembre la presentazione del suo Mate X con display pieghevole. Apple fa trapelare brevetti e rendering di un suo possibile device con schermo che si ripiega su se stesso, ma non fa previsioni né sull’uscita, né su quando e come uno smartphone con queste caratteristiche potrebbe entrare in produzione. Asus neanche ne parla di uno smartphone pieghevole.

E il mercato dei cellulari, che si prevedeva nel 2019 si caratterizzasse proprio per l’arrivo dei “fold”, mostra segni di forte preoccupazione, con un segno negativo su quasi tutte le “piazze” del Mondo (unica eccezione, l’area asiatica dove però la parte del leone la stanno facendo gli smartphone “entry level”). In Italia, nota per essere la nazione con il più alto ricambio di cellulari, i dati di mercato rappresentano una flessione delle vendite che raggiunge addirittura il 32 % (fonte Gartner).

E’ il flop dei fold e, insieme agli schermi pieghevoli, è la debacle di una tecnologia che doveva essere l’innovazione fondamentale di quest’anno e che invece rischia di slittare oltre le festività di fine anno, tradizionalmente importanti per le vendite hi-tech e per il mondo degli smartphone. Resta, appesa ad un filo, la possibilità che il mercato non subisca un tracollo dai contorni al momento imprevedibili, grazie all’avvento del 5G. Ma anche quest’ultimo risente dell’assenza di device compatibili e dal fatto che proprio i cellulari pieghevoli con tecnologia 5G potevano rappresentare la spinta fondamentale ad un rinnovo del parco smartphone da parte degli utenti.

Quali sono le cause di questo flop? Per Samsung, come detto, il problema principale riguarda l’affidabilità dello schermo pieghevole. Dopo la vicenda delle batterie che si incendiavano con i Note 8, la multinazionale sudcoreana non se la sente proprio di mettere in commercio prodotti che – a prezzi molto più elevati della media, si parla di almeno 1200-1300 euro – non solo non soddisfino le aspettative dei clienti, ma anche possano creare ulteriori problemi proprio in termini di affidabilità. A questo si aggiunge la necessità che i “fold” (e ciò riguarda tutti i competitor del settore) siano supportati da applicazioni ad hoc e altrettanto affidabili.

Per Huawei il problema potrebbe essere diverso, o almeno “aggiuntivo” a quello dell’affidabilità degli schermi pieghevoli. La multinazionale cinese deve oggi fare i conti con l’anatema lanciato da Trump e dagli Stati Uniti (seguiti anche da alcuni paesi europei) contro i suoi prodotti. Chiuso il mercato americano, in crisi nel mercato europeo (le ricerche di prodotti Huawei, in Europa e in Italia sono scesi del 57%), l’azienda di Pechino non solo deve dimostrare di presentare un prodotto “senza problemi”, ma forse deve anche “vestirlo” di un nuovo sistema operativo (l’elaborazione del quale, per essere compatibile con un display pieghevole, non è certo cosa realizzabile in pochi mesi) e di applicazioni “proprie” non immediatamente reperibili sui vari “store” di Android.

Apple, dal canto suo, ha oggi la necessità di dimostrare che il suo ecosistema continua ad avere un appeal fra i consumatori e difficilmente la multinazionale di Cupertino sta realmente pensando di imbarcarsi in un mercato oggi dai contorni molto indefiniti e “pericolosi” per la reputazione delle aziende del settore.

La sorpresa, però, potrebbe arrivare da altri player. In primo luogo i cinesi Oppo e Xiaomi, ma anche da OnePlus: sebbene non ci siano ancora anticipazioni di alcun genere, queste tre multinazionali (che – è bene ricordarlo – sono al quarto, quinto e sesto posto della classifica mondiale delle vendite di cellulari), potrebbero azzardare la messa in commercio, prima di Natale, di smartphone pieghevoli. La condizione di base, però, è che questi siano compatibili (o upgradabili) al 5G, anche perché lo schermo fold e le sue applicazioni necessitano di avere una larghissima banda di connessione per permettere la fruizione di servizi innovativi, cosa che potrebbe convincere i consumatori ora “fermi al palo”, a cambiare il proprio smartphone.

Ma gli schermi pieghevoli potrebbero invece rappresentare un nuovo slancio per il mercato delle Tv. L’8K, appena arrivato, nelle intenzioni di alcuni dei maggiori produttori di televisioni ad altissima definizione, potrebbe facilmente “sposarsi” con il design del display ripiegabile, così come ha fatto vedere LG con il suo televisore che si “richiude” nella base. Un mercato che, però, non potrà certo avere quei numeri (e quei fatturati) che sembravano essere così vicini per gli smartphone “fold”. A settembre sapremo con certezza se il cellulare pieghevole potrà essere uno dei must di fine anno, anche se ormai le speranze sono affidate ad un sottile filo, anzi ad un sottile “angolo di piegatura”…


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