Prodotti rigenerati e ricondizionati: i problemi più comuni – Repubblica.it


Chi acquista prodotti rigenerati o ricondizionati risparmia tra il 30 e il 50% e nella maggior parte dei casi non se ne pente. Ma va comunque incontro a qualche problema. Non è il prodotto in sé a suscitare perplessità, ma la trasparenza di alcuni venditori.

L’Unione Nazionale Consumatori ha fatto le pulci al microcosmo dei siti web che vendono oggetti di questo tipo – si tratta soprattutto di dispositivi elettronici ed elettrodomestici – analizzando le tante segnalazioni che arrivano agli sportelli dell’associazione.

Prima di andare nel dettaglio, un piccolo riassunto su cosa si intenda per prodotti rigenerati e ricondizionati.
È stato “ricondizionato” un prodotto riparato e manutenuto, sia dal punto di vista estetico che meccanico-funzionale, e poi reimmesso sul mercato. Per rigenerato, invece, la definizione l’ha data la Giurisprudenza. Nello specifico la corte di Cassazione lo equipara a un prodotto usato che viene riportato allo stato di origine. Il bene usato dev’essere sottoposto a controlli di funzionalità e le componenti difettose o usurate devono essere sostituite con ricambi originali.

Secondo le segnalazioni raccolte da Unc il problema più ricorrente con questi prodotti è che il venditore non specifica chi abbia materialmente ricondizionato l’oggetto, con quali interventi e usando quali pezzi di ricambio. Il consumatore, in buona sostanza, deve fidarsi. Un’altra criticità è l’ostacolo che spesso il venditore frappone tra il cliente e la possibilità di recedere. E poi il vero nodo della questione: spesso non vengono rispettati gli obblighi in materia di garanzia post-vendita.

In teoria, infatti, la durata della garanzia dei prodotti riportati a nuova vita è di due anni, riducibili a uno su accordo delle parti, comunque mai meno di un anno. Ma nella pratica le cose possono cambiare: il difetto di conformità non può essere fatto valere se, al momento dell’acquisto, il consumatore ne era a conoscenza. Per un prodotto rigenerato o ricondizionato questa clausola assume un ruolo di primo piano: “Se ho avuto uno sconto per via di un difetto del prodotto, è chiaro che non posso poi chiedere di riparare quel difetto in garanzia” spiega Unc. Uno smartphone graffiato costa meno, ma il graffio è evidente e non si può pretendere che venga cambiato il display. C’è, poi, soprattutto per i prodotti ricondizionati, il problema della reperibilità dei pezzi di ricambio. Trattandosi spesso di dispositivi già di qualche anno, non sempre è possibile trovare le parti necessarie alla riparazione. Con il risultato che l’elettrodomestico o il telefonino dobbiamo tenercelo rotto.

L’approfondimento quotidiano lo trovi su Rep: editoriali, analisi, interviste e reportage.
La selezione dei migliori articoli di Repubblica da leggere e ascoltare.

Rep Saperne di più è una tua scelta

Sostieni il giornalismo!
Abbonati a Repubblica


http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml

Babà Napoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *