“Pronti a chiedere garanzia sui bond. Ricapitalizzazione precauzionale è ipotesi residuale” – Repubblica.it


MILANO – Il governo mette a punto i paracadute e Carige si prepara già ad aprirne alcuni, mentre impazza la polemica politica.

All’indomani dell’intervento del governo a sostegno dell’istituto ligure i commissari della banca hanno fatto sapere che “sono in procinto di chiedere l’attivazione della garanzia statale sulla emissione di obbligazioni”. L’obiettivo di questa misura è di “garantire la stabilità della raccolta a medio termine nella presente fase di transizione traendo beneficio dal decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri”.  Allo stesso tempo però, assicurano i commissari, quella di una ricapitalizzazione precauzionale di Carige, ovvero di un intervento dello Stato a supporto del capitale della banca, sarebbe una misura “a tutela dei clienti, da attivarsi come ipotesi del tutto residuale”.

Dalla Commissione europea la situazione è monitorata “in contatto con l’Italia”. Un portavoce ha fatto sapere che l’esecutivo comunitario ha “preso nota dell’adozione del decreto” legge su Carige e che la Commissione è “pronta a discutere con le autorità italiane sulla disponibilità e sulle condizioni degli strumenti all’interno del quadro legale dell’Ue”.

Sempre i commissari dell’istituto ligure hanno fornito poi un aggiornamento sull’incontro avvenuto ieri con i vertici dello schema volontario di intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi, in cui è stata formulata “una proposta volta a porre le basi della ridefinizione delle condizioni del prestito subordinato di 320 milioni” sottoscritto dal Fondo, “tale da garantire la sostenibilità nel quadro del piano industriale in corso di preparazione e della prospettata aggregazione”. Il problema di Carige è che il rimborso di quel prestito sarebbe dovuto arrivare grazie all’aumento di capitale da 400 milioni, che però l’assemblea ha bocciato. Questo fattore – oltre a portare il commissariamento della banca – ha anche fatto salire l’interesse sul bond del Fondo interbancario al 16%: troppo, per i conti della banca.

I tre commissari, Fabio Innocenzi, Raffaele Lener e Pietro Modiano, sono attivi anche sul fronte della pulizia di bilancio e “hanno deciso di avviare una due diligence sugli npe della banca”, ovvero l’esposizione ai crediti deteriorati. Questa analisi “sarà condotta da primari operatori del settore, con l’obiettivo di una ulteriore drastica riduzione degli stessi (che segue quella di oltre 1,5 miliardi appena effettuata) al fine di includere nel piano industriale una percentuale degli npe compresa tra il 5% e il 10% del totale dei creditì. Il tutto ‘senza impatti significativi sui ratio patrimoniali in analogia con le operazioni di mercato appena finalizzate’. Alla due diligence “saranno invitati alcuni tra principali operatori italiani e esteri”. Per la cessione dei crediti deteriorati è attiva anche la Sga, la bad bank in mano pubblica già operativa sul dossier delle venete, che potrebbe rilevarne una parte rilevante nell’ambito del pacchetto complessivo da 2,8 miliardi.

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Mario CalabresiSostieni il giornalismo
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