pronto il Gps made in China, progetto da 9 miliardi – Repubblica.it


PECHINO – Delle tecnologie celesti è la più terrena. Serve per localizzare con assoluta precisione la posizione di un corpo sul planisfero, smartphone, auto o missili teleguidati. Per questo la Cina non intende lasciare il Gps, Global Positioning System, al monopolio americano, e dopo un anno di frenetici lanci, addirittura 11, è finalmente pronta ad offrire al mondo la sua versione. BeiDou, nome mandarino del Grande Carro o Orsa Maggiore, ha ormai 19 satelliti in orbita. Abbastanza per vendere già dalla fine di quest’anno il servizio di posizionamento ai vicini dell’Asia. E dal 2020, quando a regime i satelliti dovrebbero essere 35, a tutto il resto del globo.

Un progetto su cui Pechino ha investito la bellezza di 9 miliardi di dollari e che le autorità comuniste considerano, con buone ragioni, strategico. Il Gps americano infatti, operativo dal 1995, è diventato una delle infrastrutture chiave del mondo connesso. Il suo canale civile è utilizzato da smartphone, automobili o aerei per localizzarli con precisione tra i 2,5 e 5 metri; il suo orologio nucleare serve pure per mettere in sincrono i mercati finanziari mondiali. Il canale militare poi è una delle tecnologie che finora hanno reso imbattibile l’esercito americano, permettendogli di seguire in tempo reale i movimenti delle truppe o indirizzare con precisione millimetrica l’attacco di un drone. Super mirino che all’occorrenza viene condiviso con gli alleati della Nato, che però – ecco il problema – l’aeronautica statunitense può pure staccare a piacimento, ad amici e nemici.

Per questo la Cina non è certo la prima potenza che prova a costruirsene una propria versione. La Russia ne possiede una già operativa, si chiama Glonass, così come il Giappone, il Qzss (anche se si tratta più di una estensione del Gps). Perfino l’Europa ha il suo, si chiama Galileo, progetto da 10 miliardi il cui primo satellite è stato lanciato nel lontano 2011 e che con 26 dei 30 ripetitori previsti ormai in orbita dovrebbe raggiungere la piena capacità il prossimo anno. Al confronto però la Cina ha bruciato decisamente le tappe, segno dell’importanza che attribuisce al progetto: i satelliti della terza generazione di BeiDou, quella con copertura globale, hanno iniziato ad essere portati in orbita nel 2015.

Secondo le autorità cinesi il suo sistema, anche per il gran numero di nodi (35), avrà una accuratezza dieci volte superiore a quella del Gps, nell’ordine dei millimetri. Precisione che potrebbe rivelarsi indispensabile per diverse industrie di domani, come le auto a guida autonoma. “Il BeiDou della Cina è il BeiDou del mondo”, ha detto Pechino, lasciando intendere che l’Orsa Maggiore sarà a disposizione di chiunque vorrà utilizzarla. Una retorica tipica del regime, usata anche per la sua futura Stazione spaziale, ma che andrà verificata nei fatti. Grazie a BeiDou infatti la Cina farà un enorme passo in avanti in un aspetto chiave del mondo contemporaneo, la capacità di imporre degli standard: tutti i produttori di device dovranno fare in modo di essere compatibili anche con il “Gps cinese”. Quelli cinesi come Huawei e Xiaomi si sono già allineati, quelli stranieri stanno provvedendo per non rischiare di perdere il mercato cinese: da Samsung a Bmw, dalle compagnie aeree ai produttori di chip come Qualcomm. Mentre dal punto di vista militare, Pechino avrà una leva in più per conquistarsi alleati. Se il governo americano dovesse oscurare la sua Stella polare, ci sarebbe sempre quella cinese.

Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:.
Se vi interessa continuare ad ascoltare un’altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.

Mario CalabresiSostieni il giornalismo
Abbonati a Repubblica


http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *