Radio radicale, protesta trasversale davanti a Montecitorio: “Il Parlamento voti gli emendamenti per salvarla”


È stata una manifestazione trasversale, quella per Radio Radicale, in piazza Montecitorio a Roma. Un appuntamento organizzato dalla Federazione nazionale della stampa per chiedere di salvare l’emittente, condannata alla chiusura dalla volontà del governo di non rinnovare la convenzione.  C’erano senatori e deputati di Lega, Pd, Sinistra, Fdi, Fi, ma anche la Cgil e altre sigle sindacali.

Renato Brunetta (Fi), Andrea Marcucci e Walter Verini (Pd) , Giuseppe Basini (Lega), Laura Boldrini, Stefano Fassina, Fabio Rampelli e Federico Mollicone (Fdi) hanno preso la parola. Così come le ex ministre Marianna Madia e Beatrice Lorenzin

“No tagli no bavagli”, “il silenzio è mafia”, “chiudere radio e giornali è CRIMInale” erano alcune delle scritte nel presidio. Il riferimento è al sottosegretario all’Editoria Vito Crimi, il più duro dei 5Stelle che vogliono impedire la discussione e il voto sulla proroga della convenzione con la radio.

A organizzare la protesta l’Fnsi, al fianco della storica emittente ma anche del Manifesto, dell’Avvenire, delle cooperative di giornalisti minacciate dai tagli dei fondi all’editoria. Il presidente e il segretario, Beppe Giulietti e Raffaele Lorusso, hanno chiesto che siano ammessi al vaglio gli emendamenti in grado, se approvati, di far proseguire le trasmissioni. “L’inammissibilità significherebbe il bavaglio al Parlamento” ha detto Giulietti. A questo proposito, il presidente dei senatori dem, Marcucci, ha chiesto alla presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati di non dare il via libera alla richiesta di inammissibilità, rispetto al decreto sbloccacantieri. Al leghista Massimiliano Capitanio – autore di un emendamento al decreto crescita che doveva prolungare la convenzione, sia pure con fondi ridotti –  Laura Boldrini ha chiesto di farsi sentire con gli alleati M5S con la forza che la Lega sa imprimere alle questioni che le stanno a cuore.

“Mattarella si pronunci”, ha chiesto Fausto Bertinotti facendo riferimento all’appello del cdr della radio rivolto al capo dello Stato. Intanto però il presidente dei senatori M5S, Stefano Patuanelli, ha detto che la prossima settimana l’aula del Senato discuterà la mozione per il rinnovo della convenzione dell’emittente con il Mise.

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“Voglio pensare che le scelte non siano irreversibili”, ha detto il direttore di Radio radicale, Alessio Falconio. “Il Movimento 5 stelle non è un monolite, se Primo Di Nicola, Emilio Carelli e altri hanno firmato la petizione a sostegno di Radio Radicale: è un fatto che non si può cancellare. Il nostro obiettivo in queste ore è allargare il consenso sulla proroga della convenzione”.

 


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