Rai, cancellate tre puntate di Fazio. Ma a viale Mazzini si apre lo scontro


Attacchi, dispetti, polemiche. E alla fine la Rai in quota Lega riuscì a cancellare (parzialmente) Fabio Fazio. Il conduttore, aprendo ieri il programma della domenica, ha annunciato il “taglio” di tre lunedì, a partire dal 20 maggio fino alla chiusura della stagione. Decisione però non condivisa da un infuriato Fabrizio Salini, l’amministratore delegato della Rai, che ha convocato per oggi la direttrice di Rai1 De Santis.

Si parla della trasmissione di seconda serata Che fuori tempo che fa, con la guest star Maurizio Crozza e il tavolo degli ospiti. Fazio spiega: “Ci è stato comunicato che per motivi di palinsesto non andremo in onda dalla prossima settimana. Ringrazio gli spettatori. Siete stati oltre 1 milione e mezzo di media, con più del 13 per cento di share”. Poche battute ma al veleno. Si sottolinea l’ottima riuscita del programma, prima di tutto, e si marca la differenza col passato. Bruno Vespa, nella stessa fascia oraria, non raggiungeva l’11 per cento.
Proprio Vespa è la leva con cui vengono cancellate due delle tre puntate. Il 20 maggio andrà in onda uno speciale di Porta a porta che serve a recuperare eventuali mancanze rispetto al regolamento della par condicio. Il 27 maggio invece ci sarà uno speciale elettorale in collaborazione con il Tg1 (a condurlo dovrebbe essere Vespa ma non è deciso). Il 3 giugno è stato previsto un film. Senza altre spiegazioni

Punture a parte, ben assestate, Fazio ha evitato polemiche in pubblico. Ma da mesi il conduttore è nel mirino della componente sovranista dell’azienda e più direttamente di Matteo Salvini che lo nomina in ogni comizio come fosse l’uomo nero. Ripetendo allo sfinimento la sua critica al contratto del conduttore. “Guadagna in un mese quello che io guadagno in un anno”, è la sintesi del pensiero salviniano. Il leader leghista perciò si è sempre rifiutato di andare ospite di Che tempo che fa “almeno fino a quando Fazio non si taglierà lo stipendio”.

Il compenso però è sempre apparso una scusa. Il punto è la linea editoriale della trasmissione, le sue campagne per l’accoglienza e contro la discriminazione. Poi, sì, viene il contratto che nell’arco di quattro anni (dal 2017) prevede la cifra di 73 milioni di euro per la messa in onda, compresi i costi di produzione. Due milioni e 200 mila annui vanno a Fazio. Su questo contratto nulla può De Santis, direttrice di Rai1. È talmente complesso che solo l’ad Fabrizio Salini ha i poteri per discuterlo. Ma Fazio lamenta un trattamento poco “affettuoso” ricordando gli stacchi pubblicitari tassativi senza flessibilità, gli spot del programma cancellati durante Sanremo e la polemica fatta da alcuni membri del Cda per i biglietti aerei in occasione dell’intervista a Macron (che Fazio pagò di tasca sua). Come se il messaggio di Salvini fosse arrivato a destinazione (la De Santis è stata indicata dal Carroccio). Salini, al Festival della tv di Dogliani, ha difeso Fazio: “È un talento”. Ma il presidente della Rai Foa lo ha attaccato: “Il suo stipendio è elevato”. Da questi segnali, nonostante la copertura dell’ad, Fazio ha tratto il senso di un accerchiamento. Conclusosi per ora con la comunicazione dei tre lunedì cancellati. Al conduttore la solidarietà del Pd: “Complimenti alla Rai per l’autolesionismo”.


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