Rai, il consigliere Laganà: “Viale Mazzini è una polveriera, M5s e Lega si spartiscono autori e conduttori”


“Io davvero non so più cosa rispondere ai colleghi che, preoccupati, mi chiedono che sta succedendo in Rai. Non so spiegare come mai, in un’azienda che conta più di 1.700 giornalisti, per condurre i programmi di punta della prima rete sono stati preferiti due esterni, senza un curriculum specifico e la cui professionalità è quanto meno tutta da dimostrare”. Riccardo Laganà, il primo consigliere di amministrazione eletto in rappresentanza degli oltre 13mila dipendenti del servizio pubblico, è a dir poco “sconcertato” dell’assalto sovranista alla diligenza di Viale Mazzini.  

Consigliere, provi a fare uno sforzo.  
“La Rai sta diventando una polveriera. L’ad Salini ha pure tentato di dare un segnale, chiedendo ai direttori di rete di valorizzare le risorse interne. La verità è che se ne sono infischiati. In barba  al contratto di servizio e sfruttando l’autonomia editoriale hanno preferito appaltare l’ufficio del personale ai partiti. Che stanno usando la mano pesante. Autori e conduttori vengono scelti non in base al merito, bensì alla fedeltà politica”. 

Ma non erano quelli che urlavano “fuori i partiti dalla Rai”? 
“Se è per questo l’hanno pure scritto nel contratto di governo, c’è un paragrafo intero in cui si dice che in Rai bisogna dare spazio agli interni, seguendo criteri di trasparenza e abbandonando la lottizzazione. Invece avviene il contrario. Come e peggio di prima. Senza ritegno”. 

Si riferisce a Roberto Poletti, ex direttore di Radio Padania e primo biografo di Salvini, a cui la direttrice De Santis ha pensato bene di affidare la conduzione di Unomattina Estate? 
“È una scelta che mortifica le professionalità presenti in azienda, mina la credibilità del servizio pubblico agli occhi degli spettatori, vanifica la possibilità di sperimentare. Una volta i palinsesti estivi a questo servivano: a testare come conduttori i più bravi giornalisti Rai, a cui poi eventualmente affidare i programmi invernali. Era una grande scuola di formazione, ma è saltato tutto”.  

E ora? 
“Spero che i leghisti siano coerenti. Hanno presentato una interrogazione in Vigilanza per sapere in base a quali criteri Salini ha nominato i dirigenti della Corporate, mi aspetto che facciano lo stesso per la scelta dei conduttori. Se c’è una regola deve valere sempre, non solo quando fa comodo a loro”.   

Morale della favola? 
“Ormai in Rai sembra di stare al mercato delle vacche: questo autore a me, questo conduttore a te, un regista a te, un capo-progetto a me. La sola domanda che viene da porsi è: ma a Lega e M5S quanto interessa il buon andamento dell’azienda e del servizio pubblico?”.


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