Rai, in crisi i programmi dell’era sovranista: discussione in cda sul calo di ascolti di Rai1


Non funzionano. Perdono spettatori. La concorrenza li surclassa. “La sovranità appartiene al popolo”, non si stanca di ripetere Matteo Salvini, e il popolo ha deciso: di fuggire dai programmi su cui la Rai del cambiamento gialloverde aveva puntato nell’ultimo anno per sintonizzare la narrazione della tv pubblica sul nuovo potere costituito.

Che però adesso è mutato. E il cda ne ha già preso atto. Avviando – alla prima riunione dopo la pausa estiva – una riflessione sul calo degli ascolti di Rai1, sollecitata dalla consigliera pd Rita Borioni, passato nello spazio di una vacanza da strenua oppositrice a paladina della maggioranza.

Magari c’entra anche il recente cambio di governo e il cono d’ombra nel quale l’ex vicepremier padano si è autorelegato, bruciando l’alleanza coi grillini sull’altare dell’azzardo personale, fatto sta che sulla rete a trazione leghista, la stagione autunnale appena incominciata rischia di replicare il flop di quella estiva appena terminata.

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Un remake restituito dal deludente avvio dei programmi di punta che la direttrice Teresa De Santis, in combutta col presidente Marcello Foa, ha infarcito di autori e conduttori di provata fede per amplificare la propaganda del Capitano: Roberto Poletti, suo primo biografo, su tutti.

Piazzato fra mille polemiche sulla tolda di UnomattinaEstate, l’ex direttore di Radio Padania confermato anche per l’inverno sta trascinando verso il basso lo share del contenitore pop più seguito in quella fascia oraria.

Le prime tre puntate di UnoMattina, che ha esordito lunedì scorso, hanno registrato un calo – rispetto allo stesso periodo del 2018 – vicino ai 2 punti percentuali (1,7 per l’esattezza). E pure Elisa Isoardi rischia di perdere la sfida con sé stessa: l’anno scorso la Prova del cuoco stava sopra di tre punti e mezzo.

Anche se il podio per l’esordio più disastroso spetta di diritto a La Vita in diretta: la neo-sovranista Lorella Cuccarini, reduce dalla chiusura anticipata del suo varietà estivo conquistato a suon di endorsement pro Salvini, è stata regolarmente battuta da Barbara d’Urso su Canale5. Inchiodata al 13,9% di media, rispetto al 15,2 di dodici mesi fa.

Una crisi certificata anche dal crollo di Porta a Porta, che ha debuttato con un pesante 4,7% in meno. E neanche si può dare la colpa alla fuga dalla tv: la platea che ogni giorno accende il piccolo schermo è infatti cresciuta del 3,2%. E a guadagnarci sono soprattutto Rete4 e La7, entrambe grazie ai talk – da Stasera Italia a Otto e mezzo, per non parlare delle maratone Mentana – che pian piano stanno rosicchiano ascolti alla corazzata dell’emittente pubblica.

È stata la consigliera Borioni, durante le sette ore di discussione in cda, a denunciare la questione. “Bisogna avviare una riflessione seria, era chiaro fin dall’inizio che le scelte fatte da Rai1 avrebbero portato a questo disastro, è tempo di correre ai ripari”. Trovando manforte nella grillina Beatrice Coletti: “Il problema è la scarsa qualità dei programmi”.

Con il rappresentante dei dipendenti Riccardo Laganà a rincarare: “Abbiamo chiamato un sacco di esterni pensando che fossero dei guru e guardate che è successo: quasi tutte le trasmissioni vanno male”.

Parole pesanti, sulle quali a sorpresa sia Foa sia il leghista Igor De Blasio hanno concordato. “Beh sì, effettivamente bisogna rivedere una serie di cose”, ha ammesso il presidente. “Mi pare evidente che qualche problema ci sia”, ha aggiunto l’altro. Dando la sensazione di esser pronti a scaricare la direttrice De Santis, pur di salvare se stessi. Veloce, l’ad Salini, a cogliere l’assist: “Facciamo dare tutti i dati e parliamone al più presto”.  Il nuovo corso giallo-rosso promette cambiamenti.
 


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