Rai, stop a Fazio. Zingaretti: “Censura contro la libertà di espressione”. Salvini: “Non decido io i palinsesti”


Dopo la decisione della Rai di cancellare le ultime tre puntate del programma del lunedì di Fabio Fazio, Che fuori tempo che fa, con la motivazione ufficiale di dare spazio alle trasmissioni elettorali in vista delle europee del 26 maggio, si scatenano le reazioni del mondo politico. Il primo a difendere il conduttore è stato il Pd, che già ieri ha commentato: “Complimenti alla Rai per l’autolesionismo”.

Ma oggi è il segretario dem che prende posizione in prima persona: “Su Fazio chiamatela come volete. Io la chiamo censura contro la libertà di espressione”, scrive Nicola Zingaretti su Facebook.

Matteo Salvini, oggi in tour elettorale in Lombardia e Veneto, prima sembra prendere le distanze dalla vicenda: “È una scelta dell’azienda, non entro nel merito. Non decido io i palinsesti televisivi”. Poi attacca: “Io Fazio lo vorrei in onda anche a Natale e Capodanno. Più fa campagna elettorale per la sinistra e più gli italiani aprono occhi e votano Lega”.  E aggiunge: “Più mi attacca Fazio con rolex al polso, più gli italiani capiscono”. Per il vicepremier, comunque può andare in onda quando vuole: “Non mi toglie il sonno”. Poi in un’intervista a Radio24 rilancia un argomento più volte citato: “Mi dà fastidio che ci sia qualcuno pagato dagli italiani, tra i 3 e i 4 milioni di euro, che faccia una trasmissione politica. Adoro il confronto e la critica, figurarsi se chiedo a tizio di togliere un programma piuttosto che un altro. Mi dà fastidio che una televisione pubblica pagata dagli italiani paghi stipendi da milioni di euro”.

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Maurizio Gasparri di Forza Italia, membro della commissione di Vigilanza Rai, nega ogni censura: “Ci mancava il vittimismo di Fazio per censure che non esistono. In attuazione delle regole approvate dalla Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, il servizio pubblico deve programmare trasmissioni  elettorali con le regole della par condicio, dando voce a tutte le liste presentate alle elezioni europee. Lo spazio dopo le 23.00, dedicato alle tribune su Rai uno lunedì 20 maggio al posto di Orietta Berti e Frassica che cinguettano, non è quindi una violazione della libertà, ma l’adempimento di un dovere informativo. Ma di che parliamo? Ma basta con la dittatura fazista! Non ci sono censure”.


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