Razzismo, vertice tra Federcalcio e ministero per arginare il fenomeno


ROMA – Il ministro dello sport passa in rassegna le federazioni sportive. Con un argomento prioritario sul tavolo: il razzismo negli stadi e sui campi. Nell’appuntamento a Palazzo Chigi, davanti al ministro Spadafora sfilano i presidenti della Federcalcio Gabriele Gravina, della Federnuoto Paolo Barelli e della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi. Poi, vertice tra il ministro e il presidente di Sport e Salute, Rocco Sabelli, e il presidente della Lega Serie A Gaetano Miccichè. Giovanni Malagò, numero uno del Coni che con Sport e Salute è in aperta contesa, applaude Spadafora: “Ho molto apprezzato il ministro Spadafora perché ha subito aggredito l’argomento razzismo. Speriamo ci siano anche i fatti. Parole pesanti come le pietre quelle di Infantino ai Fifa Awards e c’è una strepitosa intervista all’ex giocatore del Messina, Zoro”, ha aggiunto Malago che sottolinea come “molte nazioni stavano messe peggio di noi anche sul tema della violenza negli stadi e invece sono intervenute in modo concreto”.

VERTICE CON LA FIGC – Appuntamenti al via alle 11 con l’incontro tra Spadafora e Gravina, che sul piatto della discussione porterà tutti gli argomenti prioritari della sua gestione del calcio italiano: si parlerà prevalentemente del nuovo status giuridico da inserire nella legge 91 sul professionismo sportivo, che permetta di prevedere forme di “semiprofessionismo” in Serie C o nella divisione femminile. Il ministero però vuol affrontare concretamente il tema del razzismo negli stadi. La Federcalcio ha in agenda con il Consiglio federale del 1° ottobre l’adozione del modello di organizzazione che riformerà la responsabilità oggettiva: solo i club che si adegueranno da un punto di vista tecnologico potranno beneficiare delle famose esimenti nelle sanzioni. Allo stesso tempo, però, Gravina ha anche proposte per combattere il fenomeno: su tutte la tecnologia per il riconoscimento facciale, che potrebbe permettere di individuare con assoluta certezza i responsabili e per la quale sarebbe disposto a sostenere investimenti. Anche con l’aiuto della politica.


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Carlo Verdelli
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