Riforme, la Camera vota il taglio dei parlamentari


ROMA –  La Camera dice sì in prima lettura alla proposta di legge costituzionale che taglia il numero di senatori e deputati che dovrebbero passare da 315 a 200 e da 630 a 400. I sì sono stati 310 (M5s, Lega, Fi e Fdi), i no 107 (Pd, Leu, +Europa, Civica Popolare, e quattro deputati di Fi), gli astenuti 5 (NcI), L”Aula di Montecitorio ha confermato il testo licenziato dal Senato senza modifiche e quindi ha completato la prima delle due letture conformi previste dalla Costituzione per le modifiche della Carta. La seconda può solo approvare, a maggioranza assoluta, o bocciare il testo senza possibilità di modifiche.Per evitare la possibile richiesta di referendum sul testo approvato dal Parlamento serviranno i due terzi di Camera e Senato.

Il testo approvato prevede anche un taglio al numero minimo di senatori che sono eletti in ogni regione (da sette a tre), mentre il Molise mantiene i due senatori e la Valle d’Aosta uno. Si abbasserà anche il numero dei parlamentari eletti all’estero: i deputati non saranno più 12 ma 8, mentre i senatori non saranno più sei ma quattro (con l’accorpamento del Collegio del Nord America con quello Oceania-Africa). Infine si fissa a cinque il numero massimo di senatori a vita di nomina presidenziale che possono essere in carica. La Carta finora non chiariva se questo limite riguardasse il numero di senatori a vita che ciascun presidente della Repubblica poteva nominare, o il numero massimo complessivo.

I 310 voti favorevoli al taglio però segnalano un problema politico. La sola maggioranza dispone infatti alla Camera di 342 voti. E questi andrebbero aggiunti quelli dei forzisti e di Fratelli d’Italia per un totale di 407 deputati. Mancano quindi all’appello 97 voti. Scorrendo i tabulati della votazione, non hanno partecipato al voto – ma non risultano in missione – 12 deputati della Lega e 13 del Movimento 5 stelle. Risultano invece in missione, quindi assenti ‘giustificati’ – 24 deputati della Lega e 32 del Movimento 5 stelle. A subire la maggiore defezione è Forza Italia, con 63 deputati che non hanno partecipato al voto.Guardando solo ai voti della maggioranza, i gialloverdi ‘perdono’ 81 voti, tra deputati in missione e deputati che non hanno partecipato al voto. In questo momento della procedura di revisione costituzionale per l’approvzione del testo basta la maggioranza dei presenti, ma al prossimo passaggio servirà la maggioranza assoluta dei membri di ciascuna Camera.

Subito dopo il voto sulla riforme della Costituzione, la Camera ha iniziato l’esame delle proposte di modifiche alla legge elettrorale in vigore, il Rosatellum, presentate dalla maggioranza per permettere l’adeguamento al taglio appena votato. Questo testo è stato già approvato dal Senato. Nel frattempo i grillini hanno occupato Piazza Montecitorio per festeggiare il voto. Ma il leghista Roberto Calderoli ha rivendicato la primogenitura della proposta del taglio.

 


L’approfondimento quotidiano lo trovi su Rep: editoriali, analisi, interviste e reportage.
La selezione dei migliori articoli di Repubblica da leggere e ascoltare.

Rep Saperne di più è una tua scelta

Sostieni il giornalismo!
Abbonati a Repubblica


http://www.repubblica.it/rss/politica/rss2.0.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *