Risparmiatori traditi, arriva il Fondo per i risarcimenti – Repubblica.it


ROMA – C’è un ristoro per tutti i risparmiatori (o quasi) che avevano acquistato obbligazioni subordinate o azioni delle banche finite in default. Con l’ultima legge di Bilancio è stato infatti istituito il Fondo di ristoro per i risparmiatori “traditi” o “raggirati” dalle aziende di credito. E a parte quelli delle Banche venete, che Banca Intesa ha in qualche modo sistemato, dentro ci sono ristori per tutti quelli che avevano messo i propri risparmi in azioni o obbligazioni subordinate di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti, Cariferrara, Bcc Crediveneto e Bcc Padovana. C’è solo una grande assenza, quella del Monte dei Parchi di Siena. Grande assente perché Mps, questo il distinguo, non è fallita. È stata salvata. Ma c’è un gruppo di piccoli risparmiatori che avevano in portafoglio obbligazioni subordinate estere che dovevano essere collocate presso Investitori istituzionali e che, al contrario,  sono “finite” nelle tasche dei piccoli risparmiatori. Che dunque rimarranno all’asciutto. “Avevamo chiesto sia al presidente del Consiglio Giuseppe Conte che al ministro dell’Economia Giovanni Tria, di inserire anche questi nel decreto. Pensavamo ci avessero ascoltato, ma non lo hanno fatto”, accusa Marco Festelli, vicepresidente di Confconsumatori, associazione che ora si offre di assistere i risparmiatori “traditi”. “Noi – spiega Festelli – abbiamo almeno un centinaio di famiglie che hanno perso i loro risparmi con queste obbligazioni. Senza parlare degli azionisti. Gente che non è ricca e che avevano acquistato questi titoli che tra l’altro non erano riservati ai piccoli. Speravamo ci avessero ascoltato. In realtà non ci hanno nemmeno mai risposto”. Un discrimine dunque, secondo l’associazione dei consumatori. Dovuto forse alle regole europee.

Il Fondo comunque è istituito. Si chiama Fir e sarà gestito dal ministero dell’Economia. In dote, al momento, ha 525 milioni di euro per gli anni 2019, 2020 e 2021. Sono ancora in via di definizione le modalità di presentazione della domanda, ma è comunque possibile avereindicazioni sui requisiti di accesso, sugli indennizzi previsti e sulla documentazione da presentare.Il Fondo erogherà indennizzi a favore dei risparmiatori che hanno subito un pregiudizio ingiusto da parte di banche e loro controllate, poste in liquidazione coatta amministrativa, a causa delle violazioni massive degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza.
 
Chi può accedere. Hanno accesso i risparmiatori (persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli, le associazioni, nonché microimprese che occupano meno di dieci persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro), in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle banche alla data del provvedimento di messa in liquidazione (2015 per le quattro banche Etruria, Marche, Carife e Carichieti, 2016 per le due Venete). Ma anche chi ha ereditato, ricevuto o comprato in seguito tali titoli potrà accedere al Fondo. I primi a ricevere l’indennizzo saranno però coloro che nell’anno 2018 hanno un Isee inferiore ai 35 mila euro.
 
Gli indennizzi del Fir. Per gli azionisti l’entità dell’indennizzo è stabilita al 30% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore. Molto più generoso il ristoro per gli obbligazionisti subordinati: fino al 95% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro. L’indennizzo è corrisposto al netto di eventuali rimborsi ricevuti a titolo di transazione con le banche nonché di ogni altra forma di ristoro, rimborso o risarcimento. Per le obbligazioni subordinate inoltre verrà calcolato e sottratto dall’indennizzo il differenziale cedole percepite rispetto a titoli di Stato di durata equivalente. E chi ha già percepito l’80% di indennizzo potrà beneficiare di un ulteriore ristoro del 15%.
 
Come accedere. Non è ancora chiaro. Sarà un decreto del ministro dell’Economia a stabilirlo, che dovrà essere emanato entro il 30 gennaio. Verrà stabilito quale sarà il procedimento amministrativo da seguire, mentre a decidere sull’attendibilità delle domande sarà una Commissione tecnica, composta da nove membri. La domanda di indennizzo, corredata di idonea documentazione attestante i requisiti richiesti (risparmiatore non qualificato, acquisto dei titoli, pregiudizio ingiusto da parte delle banche in liquidazione coatta amministrativa), dovrà essere inviata al ministero dell’Economia anche a mezzo PEC, entro il termine di 180 giorni dalla pubblicazione del decreto. Quindi, per il momento non c’è fretta. Gli interessati possono  contattare le sedi territoriali o scrivere a risparmio@confconsumatori.it. “Sempre in attesa di capire cosa sarà di Banca Carige”, la butta là Marco Festelli.

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Mario CalabresiSostieni il giornalismo
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