“Salario minimo e stop all’austerity” – Repubblica.it



Le province sono uno spreco, inutile
ammalarsi di amarcord per farle ritornare. Chi le vuole si trovi un altro alleato”.

Reduce da un mezzo flop sulla piattaforma Rousseau, dove solo 14mila iscritti hanno partecipato al voto per il programma per le europee (uno dei dati più bassi mai registrati dalla piattaforma), Luigi Di Maio ha illustrato a Roma con grafici e slide il programma in dieci punti.
 
Ecco allora le priorità della visione che dell’Europa ha il Movimento, a cominciare da salario minino e stop all’austerity: “Ci batteremo per un salario minimo europeo, così come stiamo facendo in Italia- afferma Di Maio – Il salario minimo è nel contratto di governo ed era nel programma per le politiche sia della Lega sia del Pd, quindi mi devono spiegare perché non lo vogliono votare. Ma sono sicuro che convinceremo la Lega a rispettare il contratto”.
 
Il secondo punto è lo stop all’austerity, con investimenti per la crescita e la piena occupazione. “Non mi accontento di quel + 0,2% attestato dall’Istat – aggiunge il capo politico del Movimento –  Possiamo però dire che la catastrofe paventata da alcuni non si è verificata. Mancano ancora gli effetti di molti provvedimenti, dal reddito di cittadinanza al decreto crescita. La Germania, locomotiva d’Europa e principale sostenitrice dell’austerity, segna -2”. Poi sottolinea: “Dai soldi del reddito di cittadinanza avanzerà 1 miliardo di euro perché molti dei richiedenti non ne avevano diritto. Quel miliardo lo investiremo in aiuti per le famiglie. I dati sull’economia ci incoraggiano ad andare avanti. Faremo una legge di bilancio ancora migliore di quella di quest’anno”.
 
Non manca una frecciata alla Lega: “Non ha senso che vieni qui in italia come fa la Lega a dire combattiamo l’austerity e poi ti allei con forze come quella di orban che, quando facevamo la guerra all’austerità, chiamavano juncker per chiedergli più austerity per l’italia”. E aggiunge: “Il gruppo in cui saremo in Europa noi non è né di destra né di sinistra, ma è dalla parte dei diritti”. Secondo il vicepremier il M5s sarà decisivo: “Il Ppe e il Pse non faranno il 51% e il gruppo parlamentare dove ci sarà il M5S sarà fondamentale, saremo l’ago della bilancia”.

Tra gli altri punti del programma Ue pentastellato, gli incentivi imprese per inquinare di meno; le iniziative per frenare la fuga dei cervelli, la difesa del made in Italy, con il contrasto ai falsi tramite la blockchain, ossia il registro digitale delle merci da applicare ai settori artigianato, tessile e agroalimentare. Poi ancora la lotta contro i privilegi  degli europarlamentari. Perché secondo Di Maio, “il vero tema di queste elezioni è quanta gente adrà a votare. Il Parlamento europeo è stato percepito come un parcheggio per trombati dalla politica. E invece bisogna farlo ripartire per lavorare. Bisogna vedere quale sarà il grado di fiducia degli elettori”.
 
 


http://www.repubblica.it/rss/politica/rss2.0.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *