Salvini cavalca la castrazione chimica per fare il pieno di voti


ROMA – “La castrazione chimica è una cura democratica e pacifica”, urla Matteo Salvini, in diretta Facebook, da una piazza di Capannori, in provincia di Lucca. Grande consenso dei convenuti. quindi, alla proposta presentata in Parlamento. E questo spiega perché il leader della Lega cavalchi la soluzione che, secondo lui, dovrebbe mettere la parola fine a pedofilia e stupri commessi da recidivi. Un consenso, soprattutto fra i suoi elettori, che trova conferma in un sondaggio della Swg che elabora rilevazioni anche per partiti e organizzazioni sociali, rivela ancora una volta l’attenzione minuziosa del ministro dell’Interno agli umori di una parte di opinione pubblica ed elettorato.

Le tabelle, infatti dicono che, rispetto ad un analogo sondaggio di cinque anni fa, gli italiani favorevoli alla castrazione chimica sono passati dal 75 al 58 per cento. E quelli contrari dal 16 al 28 per cento. Ma oggi gli elettori della Lega favorevoli sono ben l’80 per cento, i contrari il 10 per cento e gli indecisi il 10 per cento. Dunque, Salvini grida e insiste sulla castrazione chimica per dare una risposta ad una domanda facilmente leggibile attraverso lo studio dei pensieri dei suoi “seguaci” telematici che viene elaborata da Luca Morisi e il suo staff. 

E questo spiega anche i toni che usa il ministro dell’Interno: “Ci vuole la castrazione chimica per stupratori e pedofili; con una pillola, non con le forbici. E hai finito di mettere le mani addosso a donne e bambini per il resto dei tuoi giorni. Questo accade in un paese normale e civile”.  Ma l’uso strumentale della castrazione chimica può essere letta anche come una risposta immediata agli attacchi che arrivano al ministero dell’Interno di fronte ad alcuni casi di violenza sessuale recente. Un modo per rilanciare ed uscire dallo scomodo ruolo di chi viene accusato di non fare bene il suo mestiere di ministro dell’Interno.

Ma le tabelle della Swg possono indurre anche ad un altro tipo di lettura. Accanto alla motivazione “conservativa” del consenso se ne può leggere anche una più aggressiva, tesa ad erodere il bacino elettorale degli alleati di governo dei grillini. La voglia di castrazione chimica circola molto fra gli elettori del Movimento Cinque Stelle: dichiarano infatti di essere a favore ben il 67 per cento di chi vota per il partito creato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Una percentuale molto più alta del 58 per cento registrato da chi dice di votare per il centrodestra. Dove si collocano elettori come quelli di Fratelli d’Italia decisamente favorevoli alla castrazione chimica.

Questo dato deve essere ben presente a Salvini. Che anche in questo caso gioca a tagliare l’erba sotto i piedi dell’alleato. In maniera furba, indiretta, cerca di fare mettere sullo stesso piano il no del Pd alla castrazione, – 52 per cento, 33 per cento di favorevoli, – con l’atteggiamento dei grillini, vuole portagli via gli elettori. Almeno su questo tema e dice: “Le anime belle che a sinistra o anche tra i 5 stelle dicono che la castrazione è incivile: chi mette le mani addosso ai bambini e alle donne è un maiale, un pervertito e non deve farlo più: è quello l’incivile, non una cura democratica e pacifica”. E poi tralasciando il Pd, insiste: “Se anche qualcuno dei Cinque Stelle dice che la legge sulla castrazione chimica per stupratori e pedofili non gli piace, non m’importa. Nessuno deve mettere le mani su donne e bambini per il resto dei suoi giorni”.

Le tabelle della Swg dicono anche qualcosa di più recente e più interessante. Gli elettori, rispetto alla stessa domanda posta il 3 aprile, sono al 61 per cento molto e abbastanza convinti che si possa concedere uno sconto di pena al condannato per reati di pedofilia che accetti di sottoporsi alla castrazione chimica. Gli elettori leghisti sono favorevoli al 75 per cento, quelli grillini al 61 per cento chi vota Pd al 47 per cento. La percentuale complessiva è però in calo di 2 punti.

Cresce di un punto, dal 58 al 59 per cento, la percentuale di chi pensa che sia giusto fare lo scambio sconto di pena-castrazione chimica per chi esercita una violenza reiterata. I leghisti sono favorevoli al 71 per cento, i grillini al 70, i dem al 46 per cento. Gli elettori però sembrano però molto meno teneri per chi commette violenza sessuale per la prima volta: solo il 52 per cento è favorevole ad una pena più mite in cambio della castrazione. Vogliono lo scambio il 67 per cento dei leghisti, il 62 per cento dei grillini e il 37 dei democratici.


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