Scajola a pranzo da Berlusconi: strategie per le regionali del 2020


Silvio Berlusconi e Claudio Scajola a pranzo insieme, ad Arcore. Il sindaco di Imperia, forzista e berlusconiano di ferro, ha passato alcune ore in compagnia con il fondatore del partito, in un momento cruciale non solo per il posizionamento di Fi nello scacchiere politico, ma pure in una fase altrettanto delicata, in preparazione delle elezioni regionali in Liguria e della formazione degli schieramenti e delle alleanze. Il pranzo con Scajola è confermato dallo stesso ex ministro, che però si trincera in un garbato, ma fermo, “no comment” davanti ad ogni altra domanda a riguardo.
Sul tavolo di Arcore, il dossier sulla Liguria non è sottile: intanto proprio Berlusconi ha intenzione di nominare un commissario del suo partito, che vada ad avvicendare il senatore Sandro Biasotti, e da settimane ritorna puntuale, nei retroscena politici, il nome di Giorgio Mulè, deputato di Fi eletto proprio nel Ponente ligure. Poi c’è la questione delle prossime elezioni regionali.

Giovanni Toti, l’attuale governatore, ex consigliere politico di Berlusconi, si vuole rivendicare, ma ha definitivamente strappato con il suo mentore, e ha fondato il suo movimento politico “Cambiamo!”, che ad oggi è esile, per quanto determinata, stampella di Salvini e Meloni, con cui scattava selfie, in piazza, contro il governo, qualche giorno fa (con lo sfondo di braccia tese, da cui poi Toti ha preso le distanze).

Il deputato Mulè, così come ha ripetuto in un recente dibattito pubblico l’ormai unico consigliere di Forza Italia in Regione, Claudio Muzio, ritengono che tecnicamente Toti non sarà il candidato di Forza Italia, ma semmai della coalizione, proposto da altri partiti. Ma anche la Lega, che pure ha ribadito, con il segretario regionale Edoardo Rixi, di volerlo candidare come espressione di coalizione, non lo proporrà con il proprio simbolo. Insomma Toti sarebbe il candidato di un movimento piccolo e proprio, che correrebbe per una coalizione tra cui il colosso Lega, Fratelli d’Italia e (forse?) Forza Italia.

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Strategica, dunque, la colazione politica di Scajola con Berlusconi. Scajola, che pure con Toti mantiene contatti per evidenti necessità amministrative, da sindaco di un centro importante e di una zona strategica, con il proprio governatore, non sarebbe certo pronto a sostenere una sua candidatura, soprattutto dopo la débâcle alle amministrative della primavera scorsa che proprio i candidati totiani hanno subito nei territori del Ponente. E pure tutte le compagini forziste del Ponente non avrebbero intenzione di sostenere chi non solo ha lasciato Forza Italia, ma anche non perde occasione (cadenzati come un ping pong, gli scambi al vetriolo tra Mulè e Toti) di attaccare il suo ex partito. E male hanno digerito, dal centro al ponente, i forzisti, anche i recenti riassetti dei gruppi consiliari, in Regione, e Comune, a Genova, dove Toti ha riorganizzato i suoi, drenando i gruppi di Forza Italia.
Se la colazione top secret tra Scajola e Berlusconi è senz’altro avvenuta, si capirà dalle prossime mosse,  sullo scacchiere della Liguria (che ancora una volta potrebbe essere laboratorio politico) cosa succederà in Forza Italia e alle prossime regionali.
 


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