Scambio di colpi Conte-Salvini: “Chiarisca sui fondi russi”. E il leghista: “Problemi sui conflitti di interessi?”


È il duello più incandescente oggi nella politica italiana. Giuseppe Conte contro Matteo Salvini. E viceversa. L’immagine più viva che sintetizza lo scontro è forse quella del premier con la mano sulla spalla del leader della Lega, a Palazzo Madama il 20 agosto, mentre assesta una serie di colpi politici all’allora ministro dell’Interno (in carica ancora per poche ore). Ma lo scontro è continuato nelle settimane successive. 

Oggi il duello va in scena innanzitutto sul tema dei migranti, con il capo leghista che definisce l’accordo di Malta una fregatura e il presidente del Consiglio che gli risponde: “Non sia geloso”. Ma lo scontro si allarga e si arricchisce di allusioni e sospetti.

Il primo ad attaccare oggi è stato Salvini dicendo: “Il presidente del consiglio Conte non ha mai risposto ad alcune interrogazioni che lo riguardano, ombre sollevate da suoi attuali alleati di governo. Noi riprenderemo le parole dei suoi alleati di governo che ipotizzano conflitti di interessi. Venga in parlamento a chiarire… Oppure c’è qualche problemino?”. Poi spiega: “Si tratta di interrogazioni giacenti in Parlamento a cui non ha mai risposto e che riguardano la sua professione ed eventuali conflitti di interessi”. Già sabato aveva detto: “Conte? Ha tradito gli italiani per salvare la sua poltrona, ha qualcosa del suo passato da nascondere?”.

Conte, da parte sua, torna su uno dei temi più delicati per Salvini negli ultimi mesi, cioè Moscopoli. Sulla vicenda dei fondi russi “ci sarebbero tutte le premesse – dice – per procedere a un chiarimento che ritengo anche io urgente e necessario”. E ancora: “Se si assumono delle responsabilità istituzionali così elevate, come un ruolo nell’ambito di un Governo, bisogna assicurare massima trasparenza nei confronti dei cittadini”.

E d’altra parte anche il 20 agosto – in aula a Palazzo Madama – le parole di Conte non avevano lasciato scampo a Salvini: “La vicenda russa andava chiarita. Avresti evitato al tuo presidente del Consiglio di presentarsi in aula al tuo posto e avresti evitato di rifiutarti di riferirmi le informazioni in tuo possesso”.

 


“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”

Carlo Verdelli
ABBONATI A REPUBBLICA


http://www.repubblica.it/rss/politica/rss2.0.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *