Schedati e perseguitati, i malati psichiatrici al tempo del nazionalsocialismo


IL PASSATO ci può aiutare a interpretare il nostro presente. È questa la filosofia con cui l’associazione Onda, l’osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, e la Sip, società italiana di psichiatria, hanno organizzato la mostra storica “Schedati, perseguitati e sterminati. Malati psichiatrici e disabili durante il nazionalsocialismo“. L’esposizione, che ospita fotografie e documenti, è aperta al pubblico gratuitamente fino al 16 febbraio, presso il Palazzo di Giustizia a Milano.

• IL DIRITTO ALLA SALUTE
L’idea è quella di promuovere la difesa del diritto alla salute a prescindere dalle etnie, religioni e delle diversità culturali. “In questi tempi densi di incertezza, le diversità degli altri sono percepite come pericoli da cui proteggersi- afferma Claudio Mencacci, già presidente della Sip- il sentimento prevalente è una pervasiva sensazione di allarme di fronte a minacce vaghe, difficili da afferrare e combattere, che minano soprattutto la coesione fra individui. Di fronte alla violenza che cresce, i legami sociali si indeboliscono, aumentano isolamento e rifiuto del dialogo, ma anche diffidenza e sospetti”. 

La mostra racconta la storia delle oltre 200.000 persone ricoverate negli ospedali psichiatrici tedeschi che, tra il 1939 e il 1945. Vennero assassinate perché considerate “peso inutile”. Anche in Italia, la società di psichiatria sostenne le posizioni del regime appoggiando le leggi razziali e favorì il sequestro di pazienti di religione ebraica dagli ospedali psichiatrici in cui erano ricoverati. Per molto tempo non si è saputo nulla di queste operazioni, che terminavano tutte nello stesso modo all’interno dei campi di concentramento. 

• IL PERCORSO MOSTRA
La mostra è stata inaugurata nel 2014 a Berlino, da allora è stata portata in tutto il mondo in città come Roma, Vienna, Londra ma anche Osaka e Città del Capo. È stata inizialmente ideata dalla Società tedesca di psichiatria ed è arrivata in Italia lo scorso anno. 

Il percorso museale italiano è composta da due sezioni. Nell’area tematica dedicata alla germania, si ripercorrono le tappe della persecuzione dei malati psichiatrici a opera del governo di Berlino, dalle sterilizzazioni forzate allo sterminio. Nella sezione italiana, a cura della Sip, si illustrano le condizioni dei malati psichiatrici ai tempi del fascismo e delle leggi razziali attraverso testimonianze e reperti storici. 

• LE INIZIATIVE PER GLI STUDENTI
Legata alla mostra, c’è anche un’iniziativa dedicata agli studenti. Partendo dai contenuti della mostra, gli studenti dei licei di quattro paesi europei hanno prodotto dei cortometraggi che saranno proiettati in occasione dell’evento conclusivo, il 28 gennaio 2019. Al cortometraggio più votato sui social network sarà conferito il Mai più global award.  I video del concorso possono essere visti e votati qui.


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Mario Calabresi
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