Sea Watch, Salvini: “Capitana arrestata, giustizia è fatta”. De Falco: “Legge del mare superiore a tutte le altre”


Esulta il ministro dell’Interno Matteo Salvini commentando l’arresto di Carola Rackete, la comandante della Sea-Watch che ha forzato il blocco e ha raggiunto il molo a Lampedusa. “Abbiamo chiesto l’arresto di una fuorilegge che stanotte ha anche messo a rischio la vita di uomini delle forze dell’ordine italiane – ha detto il titolare del Viminale al Gr1 – la multa per questa ong straniera, il sequestro della nave, che ha finito di andare in giro per il Mediterraneo a infrangere leggi, e la distribuzione di tutti gli immigrati a bordo in altri Paesi europei. Abbiamo fatto bene a chiedere che le leggi fossero rispettate: mi sembra che giustizia sia fatta”.

Dello stesso tenore la reazione affidata a Facebook: “Stanotte comportamento criminale della comandante (tedesca) della nave pirata (olandese) che ha tentato di schiacciare contro la banchina del porto di Lampedusa una motovedetta della Guardia di Finanza, con l’equipaggio a bordo, mettendo a rischio la vita degli agenti. Delinquenti! Io sto con le Forze dell’Ordine, io sto con la Legge, io sto con l’Italia”.

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Nell’intervista al Gr1 Salvini ha anche criticato aspramente i parlamentari del Pd e di Sinistra italiana saliti a bordo della nave: “Sono incredibili: io fossi in loro e nei loro elettori mi vergognerei”. E ha detto che “tutti gli immigrati a bordo saranno distribuiti in cinque Paesi”, tornando poi ad attaccare il governo olandese che “brilla per la sua assenza e il suo vergognoso menefreghismo” dopo aver “dato una bandiera a una nave fuorilegge fregandosene di quello che l’equipaggio di questa nave è andato in giro a fare nel Mediterraneo”.

Da Osaka, dove ha partecipato al G20, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non si pronuncia: “Non spetta a me formulare giudizi. A me spetta cil compito di far applicare le leggi e richiamare tutti quanti al rispetto”. Poi, rispondendo a un’altra domanda, premette di essere “stato un buon profeta” a dire che il caso Sea-Watch non è più politico, ma in mano alla magistratura. “Non perché avessi avuto una soffiata ma semplicemente perché da giurista e avendo contezza della violazione compiuta prefiguravo delle responsabilità penali. Adesso spetta alla magistratura applicare le nostre leggi. Ci sono, che piacciano o non piacciano”. E ha concluso: “Io sono responsabile del governo, a me spetta la responsabilità di far applicare le leggi”.

A sinistra interviene per il Pd il deputato Matteo Orfini, membro della delegazione dem salita sulla nave: “I migranti sono sbarcati finalmente. Dopo 16 giorni. Carola Rackete, la capitana della Sea Watch è stata arrestata durante la notte, in favore di telecamere, tra la folla e le sirene accese. Le si contesta la manovra con cui ha forzato il blocco. Attendiamo il processo come è giusto che sia”. E aggiunge: “Il governo ha scelto di far crescere la tensione, ha scelto di giocare una partita squallida sulla pelle di 42 esseri umani. C’era l’accordo per la redistribuzione dei migranti, eppure non sono stati fatti sbarcare “in 5 minuti” come aveva promesso Matteo Salvini. Sarebbero ancora sulla nave se la Sea Watch non avesse forzato”, aggiunge.

Anche il Gregorio De Falco, ex comandante della Guardia Costiera e senatore ex M5s che sin dall’inizio si è schierato dalla parte della ong, continua nella difesa della capitana della Sea Watch, richiamando la legge del mare: “Il comportamento di Carola Rackete, che approvo, è stato quello di una persona che ha piena consapevolezza del gravoso onere che incombe sul comandante di una nave soccorritrice di completare l’operazione di soccorso attraverso lo sbarco delle persone. Non è liberato dai propri obblighi finché non porta a terra le persone, lo dicono le convenzioni internazionali che sono imperativi giuridici ed entrano nell’ordinamento a un livello superiore rispetto alle leggi ordinarie. Ecco perché non c’è violazione di legge, tuttavia scriminate dalla sussistenza dello stato di necessità: a bordo c’è una emergenza, persone salvate dall’acqua che la nave deve portare in salvo”.

 


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