Sea Watch, Salvini: “Carola fuorilegge. Nessuno stato di necessità a bordo”


Nuovo giorno, altro attacco di Matteo Salvini alla capitana Carola Rackete. Il ministro dell’Interno è tornato a contestare l’attracco in porto a Lampedusa della comandante della Sea Watch, che intanto ha trascorso la prima notte ai domiciliari a Lampedusa: “La comandante fuorilegge – ha twittato Salvini – ha giustificato il folle attracco che ha messo a rischio la vita degli agenti della Guardia di Finanza dicendo che c’era uno ‘stato di necessità’. Ma se nessuno dei 42 immigrati a bordo aveva problemi di salute, di quale necessità stava parlando?” (in realtà i migranti rimasti a bordo erano 40, due erano scesi poche ore prima proprio per motivi di salute).

Insomma, Salvini torna a sposare la linea dura criticata ieri da molte capitali europee. Da Parigi e Berlino innanzitutto, che ieri hanno precisato: “Salvare vite non è un reato”. Mentre il ministro degli esteri del Lussemburgo ha chiesto di rilasciare la comandante. Diversa la posizione dell’Olanda, con l’Aja che ha criticato la scelta della capitana di dirigersi verso Lampedusa (“Sarebbe potuta andare in Tunisia”) e si è tirata indietro dalla responsabilità sulla sorte dei migranti salvati.

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L’idea del leader leghista è comunque, se l’arresto di Carola Rackete non dovesse essere confermato, di procedere con un decreto di espulsione nei confronti della comandante. Senza un pericolo di fuga, il giudice potrebbe infatti trasformare gli arresti domiciliarei in divieto di dimora con un territorio ancora da definire.

 Tra le tanti voci indignate che si sono levate in queste ore, c’è anche quella di Fabio Fazio:  “L’arresto di Carola Rackete, l’idea del muro sul confine in Friuli… Ma che mondo stiamo immaginando? L’esclusione costruisce solo odio e rancore”.

Il riferimento è al muro proposto a Est dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga (ne ha parlato anche oggi in un’intervista al Fatto Quotidiano). E su questo scoppia subito una grana con i Cinquestelle. “Una coglionata di proporzioni bibliche, pazzesca! Non servono altre parole. La commento così per derubricarla subito, non possono andare così oltre. Questa iniziativa non ha né capo ne coda, non se ne dovrebbe nemmeno parlare. Non è in agenda né nel contratto di governo, quelli della Lega non possono spararla sempre più grossa…”, ha detto Giuseppe Brescia, presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera ed esponente del M5S.

 


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