Sondaggi, Lega in ulteriore flessione. Perde quasi un punto percentuale e il M5S lo guadagna


Meno di 20 giorni al voto per le europee. E molte delle battaglie politiche si combattono sul filo dei sondaggi. A giudicare dalle ultime rilevazioni lo scontro – che dura da settimane – sul caso Siri non fa bene alla Lega. Il partito di Salvini da tempo non è più in crescita ma l’ultima flessione sembra più significativa. Il Carroccio arretra di quasi un punto percentuale rispetto alla scorsa settimana, secondo il sondaggio Swg per il Tg La7 del 6 maggio: esattamente perde lo 0,9 per cento. Proprio la percentuale guadagnata dal Movimento 5 Stelle. Mai il passo indietro era stato così netto.

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È bene chiarire che il partito di Salvini resta di gran lunga il primo in Italia, attestandosi al 30,7 per cento contro il 22,7 del Movimento e il 22,2 del Partito democratico. Ma un trend sembra essere costante: ed è il calo. Restiamo alle rilevazioni di Swg. Il 29 aprile la Lega era al 31,6 per cento. La settimana prima era al 32,3. Nel sondaggio pubblicato il 25 marzo era al 33,4. Il 18 marzo addirittura al 33,9. Insomma, dopo aver raggiunto il suo punto più alto un paio di mesi fa, il Carroccio ha smesso di crescere. E ha invertito la rotta. La strategia 5Stelle – contrastare punto su punto Salvini colpendolo anche sui temi a lui più cari, come sicurezza e immigrazione – sembra aver avuto qualche effetto. Mentre, tra il Movimento – che nelle ultime settimane ha riscoperto alcuni temi tipicamente “di sinistra” – e il Partito democratico si combatte una battaglia per la seconda posizione (la settimana scorsa c’era stato il sorpasso Pd).

Cosa succede alle spalle di questi tre partiti? Torniamo al sondaggio del 6 maggio di Swg.  Alle spalle dei dem – staccata – c’è Forza Italia il cui leader Silvio Berlusconi è uscito ieri dall’ospedale San Raffaele: è al 9,9 per cento, comunque in crescita dello 0,3. In flessione Fratelli d’Italia al 4,6 per cento rispetto al 5 della settimana precedente. Dietro ci sono la Sinistra al 2,8 per cento (in calo dello 0,3); +Europa Italia in comune al 2,7, in flessione dello 0,2; Europa Verde all’1,8, in crescita dello 0,3. Tutte e tre queste forze politiche sarebbero però al di sotto della soglia di sbarramento del 4 per cento previsto per le Europee. 

Ma vediamo qualche altre rilevazione degli ultimi giorni. Secondo l’Istituto Piepoli, per Porta a Porta, il 30 aprile la Lega era al 31 per cento, stabile rispetto al 17 aprile. Per Index il 2 maggio la Lega era, nelle intenzioni di voto, al 32,8% con una flessione dello 0,2 per cento rispetto al 25 aprile mentre il 4 aprile era al 33,6 (il 27 marzo era addirittura al 34,5). In controtendenza Emg Acqua per Agorà del 2 maggio, con la Lega al 32,9 in crescita dello 0,9, il Movimento al 22,9 in discesa dello 0,2 e il Pd al 21,9. Tecnè (per Quarta Repubblica) ha invece fornito una forchetta percentuale riferita alle intenzioni di voto per le europee: la Lega andrebbe da un minimo del 29 per cento a un massimo del 33, i 5Stelle da un minimo di 20 a un massimo di 24, il Pd sarebbe tra il 19 e il 23 per cento.

Comunque, a venti giorni dal voto del 26 maggio, il 17% degli italiani è ancora indeciso sul voto da esprimere alle prossime consultazioni europee. È quanto emerge da un sondaggio effettuato in esclusiva dall’Istituto Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore e pubblicato oggi in prima pagina dal quotidiano economico. Un bacino di quasi nove milioni di elettori che, intenzionati a recarsi alle urne, ancora non hanno stabilito verso chi indirizzare la propria preferenza e che risulteranno essere l’ago della bilancia.
 


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