Sottosegretari, attesa per le nomine oggi in consiglio dei ministri. I nodi di Economia, Sviluppo e Interno



Il premier avrebbe voluto chiudere ieri la partita di sottosegretari e viceministri. Ed ha manifestato la sua irritazione per il ritardo del pacchetto di nomine (anche perché non vuole concedere armi alla propaganda salviniana). Ma questa mattina, nel consiglio dei ministri al via alle 9.30, dovrebbe arrivare il via libera alla lista: 42-43 posti in tutto (ma i candidati erano 200). 22 per i Cinquestelle, 18 per il Pd, due per Leu. “Si chiude oggi” ha confermato, arrivando a Palazzo Chigi, il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. “C’è un clima positivo”, dicono fonti Cinquestelle. Segno che gli ultimi nodi sono stati sciolti. La trattativa è andata avanti fino a notte e i nodi più complicati riguardano i ministeri chiave: Economia, Interno, Sviluppo.

All’Economia è andato in scena un derby in casa M5S con la sfida tra Stefano Buffagni, considerato vicino a Davide Casaleggio, e Laura Castelli (appoggiata da Luigi Di Maio), già viceministra in via XX settembre e destinata, sembra, a conservare il ruolo. Buffagni potrebbe comunque ottenere un posto da sottosegretario come – in quota Pd – anche Antonio Misiani.

All’Interno, nella squadra di Luciana Lamorgese, sono in pista per il Movimento Elisabetta Trenta (ex ministra della Difesa) e Carlo Sibilia che dovrebbe essere confermato come sottosegretario. E per il Pd Emanuele Fiano e Maurizio Martina, in ascesa. 

Altra casella delicata, a Palazzo Chigi per la delega all’editoria. Al posto che fu di Vito Crimi i Cinquestelle avrebbero visto bene Emilio Carelli ma il ruolo dovrebbe alla fine essere affidato a un dem. In pole c’è Andrea Martella, vicino al vicesegretario Andrea Orlando, ma in corsa ci sono anche Walter Verini e Giovanni Legnini, ex vicepresidente del Csm.

Altra disputa sulle telecomunicazioni (importante soprattutto per la partita del 5G). I Cinquestelle vorrebbero lasciare la competenza al ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli. I dem – in particolare i renziani – puntano su Antonello Giacomelli. E poi c’è la delega per l’Energia, che potrebbe andare a Gian Paolo Manzella, attualmente assessore nel Lazio come Lorenza Bonaccorsi, anche lei in corsa per un incarico. In caso di ingresso al governo, libererebbero due scranni nella giunta Zingaretti, in vista di un rimpasto.

Tra i nomi quasi certi, in casa 5Stelle, ci sono Emanuela Del Re, riconfermata viceministra agli Esteri; Vittorio Ferraresi alla Giustizia; mentre Alessio Villarosa potrebbe spostarsi dall’Economia al Sud.

Tra i dem la renziana Anna Ascani, che puntava all’Istruzione, potrebbe invece andare ai Beni culturali (il suo nome sconterebbe malumori per la riforma della Buona scuola). All’Istruzione andrebbe un’altra renziana: Simona Malpezzi.

In quota Leu, due donne: Michela Rostan e Rossella Muroni.

 


http://www.repubblica.it/rss/politica/rss2.0.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *