Sottosegretari, solo un terzo le donne. Il Sud prevale sul Nord. Ira dei renziani in Toscana


La squadra di governo si completa, con la nomina dei sottosegretari, e scattano immancabili le polemiche. Si parte da un dato oggettivo: il numero delle donne è pari solo al un terzo del totale. Cioè 14 su 42 (anche tra i ministri le donne sono solo 7 su 21). Le dem sono sette (Malpezzi, Sereni, Morani, Puglisi, Ascani, Bonaccorsi, Zampa); cinque le M5S (Agea, Del Re, Castelli, Liuzzi, Azzolina), una di Leu (Guerra).

LA LISTA COMPLETA DEI SOTTOSEGRETARI

E poi c’è il tema della composizione geografica della squadra: tra i 42 nominati oggi in Consiglio dei ministri – 10 sono viceministri e 32 i sottosegretari – 15 sono nati al Sud, 13 sono del Centro Italia, 11 del settentrione. Un trend che conferma la tendenza emersa nella squadra dei ministri. La Lega già attacca: il deputato Franco Manzato (già sottosegretario nel governo gialloverde) dice che “nella scorpacciata di poltrone del governo Conte bis il nord produttivo non è stato rappresentato come invece meritava”, con particolare riferimento all’Agricoltura.

Molto nutrita, nel governo, la squadra dei siciliani: tre ministri, due vice ministri e quattro sottosegretari. Parliamo di Alfonso Bonafede (M5s) alla Giustizia, Giuseppe Provenzano (Pd) al Sud e Nunzia Catalfo (M5s) al Lavoro. I due vice ministri sono: Giancarlo Cancelleri (M5s) alle Infrastrutture e Vito Crimi all’Interno.  I quattro sottosegretari sono: Alessio Villarosa (M5s) all’Economia, Stanislao Di Piazza (M5s) al Lavoro, Manlio Di Stefano (M5s) agli Affari esteri, Lucia Azzolina (M5s) all’Istruzione. E poi ci sono tutte le proteste dell’Italia dei campanili. Il governatore dell’Abruzzo – Marsilio di Fratelli d’Italia – protesta perché la regione è rappresentata solo dal Cinquestelle Castaldi.

Per il leghista Edoardo Rixi il governo ha umiliato la Liguria: “Per la prima volta un Governo di centrosinistra non ha un ministro ligure, non ha un viceministro ligure, mi risulta che al momento ci sia solo un sottosegretario del M5S”, dice. Ma la protesta più clamorosa è quella dei renziani della Toscana. “È inconcepibile e assurdo – dice il sindaco di Firenze, Dario Nardella – che il Pd tenga fuori da questo governo la regione che ha dato in assoluto più voti e più consenso a questo partito, con il capoluogo, Firenze, dove si è toccato il record di voti alle ultime elezioni. Se questa esautorazione è una vendetta contro la vecchia maggioranza del partito o contro Renzi”.

E Simona Bonafè – segretaria del Pd in Toscana, nonché eurodeputata – insorge: “Leggendo la lista dei sottosegretari e viceministri non posso negare la mia profonda delusione e amarezza per la mancanza di nomi toscani del Partito Democratico. Qualcuno a livello nazionale dovrà spiegare ai tanti militanti ed elettori toscani il motivo, ad oggi incomprensibile, per il quale la Toscana non sia stata considerata degna di avere un rappresentante ai massimi livelli, o se ci sia una purga Renzi che ancora oggi la Toscana deve pagare”. Eppure i renziani hanno otto rappresentanti al governo: cinque tra sottosegretari e viceministri (Ascani, Morani, Malpezzi, Scalfarotto, Margiotta) e tre ministri (Bellanova, Bonetti e Guerini, quest’ultimo però a sua volta punto di riferimento di una corrente autonoma).

Qualche protesta anche per l’incarico di viceministro a Giancarlo Cancelleri, fedelissimo di Di Maio, consigliere regionale in Sicilia che infrange un altro tabù del Movimento: il divieto del doppio incarico.

 


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